domenica 4 dicembre 2016

No e poi no


Un paese che porta in televisione Bello Figo Gu vs Alessandra Mussolini è ormai chiaro che sia mentalmente incapace di sostenere una discussione politica e, per quanto possano essere valide le argomentazioni del Referendum, gli italiani non sono in grado di capirle.

Se un ragazzo con un risotto in testa e gli occhiali da Harry Potter, viene messo a confrontarsi l'araldo del "quando c'era lui", è chiaro che anche i mezzi che dovrebbero fare informazione sono arrivati alla frutta, dolce e ammazzacaffè.

Lo dimostrano anche gli spottoni elettorali che invitano al Sì o al No, gonfi di retorica da venditore di padelle a domicilio e che fanno perdere fiducia in entrambi gli schieramenti, ma soprattutto nell'umanità:


Soprattutto, la prossima classe politica, che nascerà da questo bacino di imbecilli che si informano da altri imbecilli e ruttano le proprie emozioni di pancia addosso agli altri senza essere in grado di costruire una dialettica, non sarà in grado di gestire il potere che gli verrà dato da questa innovazione.

Perchè si sa, in Italia se una cosa la si può fare male la si fa peggio.

Una vera riforma costituzionale dovrebbe essere la patente per votare. Così come io, prima di poter guidare un veicolo, devo sostenere un esame e ottenere un permesso di circolare, così io dovrei essere certificato prima di votare.
Perchè ormai assodato che la maggiore età non è sufficiente per decidere del futuro degli altri, che io stia mettendo un cazzaro in senato o stia guidando ubriaco.

Quindi, bella la riforma ma NO, non ce la possiamo fare.

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