lunedì 8 giugno 2015

More Andy


Infradiciato dal temporale estivo che mi aveva colto nel percorso tra lo stato di asciutto e la mia autovettura, mi domandavo come facessero gli abitanti dell'isola di Lost a non essere piagati dalla diarrea a sorpresa causata dai repentini passaggi da caldo afoso a tempesta tropicale.

Poi mi sono ricordato del finale della serie.

Mentre pensavo a queste altissime considerazioni, a causa dello sbalzo di temperatura, il mio intestino si era gonfiato come una zampogna e, a giudicare dalle fitte che mi lanciava, premeva per espellere un geiser di gpl in grado di trasformarmi nel volo Oceanic 815 di cui sopra. Mi serviva solo l'occasione per staccare i piedi dai pedali e poter sganciare l'atomica su Hiroshima, ma ovviamente, davanti a me c'era la più lunga linea verde di semafori della storia.
La pioggia che mi aveva lavato i vestiti ormai si era concentrata tutta in un canale preferenziale che, passando nel canyon delle mie natiche, mi aveva regalato una splendida sensazione di essere seduto in uno stagno di sudore.
D'un tratto, un tassista e un ciclista rallentano per scambiarsi insulti, che in una grande città come questa si fa a gara tra categorie a chi rompe di più i coglioni.

La rissa tra imbecilli aveva causato un piccolo ingorgo e, mentre il duo di rumeni accanto a me cercava un modo per divincolarsi senza devastarsi le sospensioni del mercedes dorato, potevo finalmente inclinarmi di 30 gradi sulla destra, permettendo alla valvola di carne in fondo al mio sfintere di liberarsi e al gas mefitico di lasciare le mie membra ormai doloranti.
Breve ma rumorosa e carica di merda come un tweet di Salveenee, la flatulenza non aveva perso tempo a ricordarmi le proprietà dei gas saturando all'istante tutto lo spazio disponibile dell'abitacolo.
Come ogni uomo che si rispetti, sorridevo compiaciuto di quanto avevo prodotto, schifato e orgoglioso al tempo stesso, come un elettore di centrodestra.

TOC TOC, fa il finestrino del passeggero. Mi giro.

Dietro il vetro il sorriso smagliante di un'amica di lunga data, la manina che si agita rapida sotto gli occhioni da coniglio, circondata dal rosa squillante di un ombrellino imperlato dalla pioggia estiva.

Ciao, come va?
Ciao, bene, tu?
Bene. Dove vai?
_inserire qui luogo non strettamente nella mia direzione ma raggiungibile senza troppa fatica pur di avere un esemplare femminile accanto_
Sali, ti do uno strappo.

Come la scoreggia di prima, l'ultima frase esce dal mio corpo senza che io pensi troppo alle conseguenze.
E, nel giro di qualche istante, mi trovo accanto una giovane donna che cerca di respirare il meno possibile e cerca nervosamente il comando del finestrino.
Puzza e Imbarazzo stanno saturando l'ambiente creando una miscela potenzialmente esplosiva.
Il ciclista, intanto, estrae la catena e comincia a menare il tassista.

Ah, dico io, devi scusarmi se senti cattivo odore in macchina, ma mia nonna è stata in montagna e ha portato un formaggio stagionatissimo. Le ho dato un passaggio e..

La giovane si distende, apre leggermente il finestrino e esordice con un "dev'essere buonissimo, però".

Ecco perchè, con una storia plausibile, la gente si mangerebbe pure la merda.


Secondo me, Gianni Morandi è perfettamente conscio delle leggende metropolitane che girano a suo carico. Tuttavia, è diventato un'idolo del web con una pazienza Gandhiana rarissima in questi tempi in cui la gente pensa solo a urlare più forte per avere ragione su internet, su cose di cui non frega niente a nessuno.
Non solo, se domani dovesse rivelarsi verità, lo scandalo sarebbe pressochè inesistente.
Tutti saprebbero già.

Questo spiega il motivo per cui, infondo, di Mafia Capitale, dei candidati impresentabili, non frega niente a nessuno e la gente va a votare lo stesso. Si sa che è così, si accetta mestamente e si va avanti, come l'odore di scoreggia nell'abitacolo della vita. C'è chi se ne compiace e chi preferisce convincere se stesso che in realtà è meglio di come sia.

E che se siano ladri, basta che siano i nostri ladri a vincere.

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