mercoledì 23 dicembre 2015

A me mi torna in mente una canzone


La cosa peggiore che ti può capitare su Internet non è morire.
Ma morire come Gigi Sabani.

venerdì 4 dicembre 2015

Perchè ci vuole una bella guerra


La guerra è un business: serve a vendere armi e mezzi, a dare un lavoro a inutile a chi non ce l'ha e nei casi estremi a tener sotto controllo la popolazione. Reindirizza l'odio sociale, accentra il potere e sposta capitali verso di esso. E nel frattempo tiene d'occhio le nostre petroliere.

Le misure di sicurezza straordinarie servono per levarsi dalle scarpe sassolini che si sono sedimentati da tempo e fare un po' di pulizia dei dissidenti.

Ecco perché, in un paese lassista e futurista come l'Italia, una bella guerra risolverebbe una serie di problemi:

Sfortunatamente solo una bufala che sta girando su Facebook da qualche giorno
facendo cacare sotto i più giovani e alimentando i guerrafondai over 30.

Tutti 'sti ragazzini sempre attaccati al cellulare. Ignoranti come la merda che mandano i genitori a denunciare l'insegnante perché è cattiva con loro. Che si fanno investire dai treni perché attraversano i binari con qualche imbecille canoro sparato a volume da sirena antinebbia nelle cuffie supercostose. Impareranno come funziona la vita reale, quando non avranno campo nemmeno per chiedere aiuto. Altro che 16 anni incinta, il top dei reality sarà 16 e fortunatamente ancora viva. Avranno tempo di stancarsi del ripopolamento poi.



Basta alla moda stagionale, alla prova costume, agli appuntamenti con l'estetista. Diremo finalmente addio al cartello di ricchioni® che ci dice come vestirci annientare la nostra personalità per poi pagare le tasse in Lussemburgo.
Tutti con la stessa tuta (mimetica) come nei film di fantascienza degli anni '50 o come nei regimi che tanto ci piacciono.

Finalmente avremo tutti un'arma con cui difenderci. Basta scacciacani usate solo per sparare ai vicini a capodanno o per liberarci dei nostri figli a cui non abbiamo insegnato che non si toccano le cose di papà. Finalmente potremo difendere il nostro territorio come cani legati alla cuccia. Solo che le armi le avranno anche gli altri e la cosa potrebbe trasformarsi in una battuta di caccia.

Per la prima volta, esaudiremo il desiderio di una Miss Italia. E finalmente la pianteremo di condividere puttanate OscarWildiane come "Attento a quel che desideri, potrebbe avverarsi."

Guerra significa meno cibo per tutti. Dite addio ai cibi ipercalorici, ai fast food a metà pomeriggio, al gelato che non è artigianale, al kebab post concerto e stupri linguistici come sushare o apericena. Basta ai duecento realiti sulla cucina, agli stronzi che fotografano i piatti prima di mangiare. Una dieta meno calorica per tutti. Per le prime tre settimane i respiriani staranno da Dio. Dopo un mese i vegani si mangeranno pure il criceto di casa. Guarderemo i nostri account di instagram con la stessa nostalgia con cui le nostre nonne guardano le foto degli anni '40.

Tanti cuccioli abbandonati troveranno casa. Con un contorno di insalata raccolta dal lato della tangenziale. E basta stormi di cacaebola in Duomo, pantegane nei navigli, corse clandestine sulla tangenziale o combattimenti tra pitbull.


I calciatori guadagnano troppo, e poi sono tutti stranieri. Tranquilli: gli stranieri torneranno a casa a combattere per i loro paesi, con buona pace del vostro nazionalismo. La maglia della nazionale tornerà nera, che sta bene con tutto, e si spera anti-proiettile. Tanto buona parte dei campi da calcio saranno tendopoli di sfollati o ospedali da campo pieni di gente che non è riuscita a dribblare le mine antiuomo. Che mica solo il calcio è il nostro settore di punta.

I parlamentari sono troppi e ci costano troppo. Come i calciatori, ma meglio toglierci la democrazia che la partita della domenica. Ma state sereni: in guerra si rifugeranno tutti nei loro bunker da cui sproloquieranno e cavalcheranno ogni cosa succederà là fuori. Non vedrete nessuno di loro nelle prime linee, nemmeno quelli già armati adesso. Ma una volta finita la guerra, quelli di voi che saranno sopravvissuti, potranno tornare a votarli come facevano prima.

Meglio omeopatia o medicina tradizionale? La risposta a questa (d)annosa domanda verrà da chiunque cercherà di curarsi la setticemia da fori di proiettile con i Fiori di Bach.

Addio a scie chimiche, rettiliani, signoraggio. Con il culo fradicio incastrato in una trincea scavata a mani nude nel fango avremo tutto il tempo per pensare alle priorità della vita. E non avremo connessione per condividere finti scandali razzisti, operazioni veterinarie spacciate per maltrattamenti animali e video divertenti per accattonare click.


Ma soprattutto, ci serve una bella guerra perchè tu che stai leggendo (sì, proprio tu) pensi che tutte queste cose non ti riguardino. Che i figli che moriranno non saranno i tuoi. Che TU non morirai.

E invece perderai tutto, come le vittime del terremoto chiuse nei container o nelle case fatte con lo sputo, come i sopravvissuti alle alluvioni che finiranno in un'altra casa abusiva che verrà giù con la prossima piena.

Che i tuoi amici mafiosi che ti hanno fatto favori fino all'altro ieri penseranno solo a se stessi e tu rimarrai vestito di verde con un fucile in mano a legare la canottiera sporca di sugo ad un bastone per implorare la resa.

Perchè la guerra è guerra per tutti. Anche per te.


giovedì 6 agosto 2015

La rivincita sui nerd


La moda geek/nerd sta definitivamente scemando. Per fortuna.

Centinaia di ragazze/i con la montatura spessa dovranno rassegnarsi a comprare un paio di occhiali decenti e smetterla di andare in giro a far finta che gli piacciono i videogiochi e leggono fumetti a pacchi. E trovarsi una vera personalità o gettarsi direttamente in qualche altro gruppo sociale del quale spergiureranno appartenenza fin dalla nascita.

Ma i VeriNerd sono ancora tanti e lucrarci sopra è ancora un business.
E quando la torta è grande, tutti ne vogliono una fetta. Come diceva Don Fabrizio Fanucci: "dove mangiate voi, ci mangio pure io".

La concorrenza, però, è oramai spietata, le manifestazioni comic/cosplay/.. sono ormai tantissime.
Non c'è capoluogo di provincia che non abbia un qualcosacomic o qualcosacon.
Professionisti del settore che in tempi non sospetti hanno saputo scavare la loro nicchia e ora sono potenze economiche.

Rimane solo un'alternativa: bisogna sparare alto, altissimo. Per attirare una massa di gonzi disposti a spendere cifre invereconde per vedere sempre le stesse cose, circondati da minorenni svestite da personaggi dei fumetti, serve qualcosa di appetitoso.
E se la cosa va in porto, si diventa famosi. Diversamente, fuga all'italiana e si scappa con la cassa.

Ecco perchè, da un giorno con l'altro, assistiamo alla nascita manipoli di organizzatori di eventi che non saprebbero imbastire nemmeno una festa a sorpresa che tentano di inventarsi una nuova Lucca Comics. E  poi spariscono nell'impunità più totale.

Ad esempio, visto le voci dei tetti massimi di biglietti acquistabili che si stanno diffondendo in questi giorni, qualcuno si è svegliato più Sheldon Cooper del solito e ha deciso di farsi la sua convention, con black jack e squillo di lusso.
A Città di Castello (che è un buco da 40 mila abitanti che considera gli stranieri un sesso diverso da maschi e femmine, ma d'altra parte, se ce la fanno villaggi a malapena abitati come Vinci e Soncino...).
Risultato, non solo non c'erano black jack e squillo di lusso ma nemmeno corrente elettrica, sicurezza, cosplay, soldi. E ad un certo punto non c'è stato più nessuno a cui chiedere rimborsi.


O come altri incapaci che vogliono inventarsi una convention per i fan di Sherlock e del Dottore senza avere la benchè minima idea di come si organizzi un evento.
E facendo una figura di merda a livello internazionale.

Ma va bene così. I VeriNerd continueranno a occupare il loro tempo a devastarsi di seghe mentali su quanto sia rispettato il ruolo della donna e quanto sia fedele l'interpretazione del cosplay in mezzo a un esercito di ragazzine che non vedono l'ora di mostrare le tette.
Come se riempire di figa un evento per assicurarsi il pubblico sia un'invenzione recente.
(per approfondire, vi rimando ad un articolo di uno molto più bravo di me)

In una società che non punisce, non importa quanto sia grande la cazzata, dopo qualche tempo si può sempre ripetere.

Chiamali Reboot, chiamali Remake.

Basta che sia Nerd.


lunedì 3 agosto 2015

Una Dieta Bilanciata

In un periodo in cui le discussioni ruotano principalmente
intorno a tante cose ma comunque principalmente quasi esclusivamente
intorno a l'annoso problema del controllo delle nascite
e le pubblicita' fanno la loro parte,
e chi ha orecchie da intendere intenda e gli altri chissa'...
Guardando fuori dal finestrino, cercando di non incrociare lo sguardo melanconico del cingalese che vuole venderti un mazzo di rose, un cappellino luminoso da babbo natale, un pacchetto di fazzoletti e altre amenità destinate a raccogliere fondi per il racket dell'immigrazione clandestina...

Fermo dietro ad un rincoglionito con il suv bianco che sta andando in mezzo a due corsie da un quarto d'ora perchè sta telefonando senza auricolare...

Accanto a un pensionato che sta discutendo con la moglie, pertanto, incapace di fare due cose in contemporanea, è in terza corsia a quarantacinque all'ora da quando ha lasciato casa...

Davanti ad un corriere che continua a frenare il furgone a sette millimetri da uno schianto con il tuo bagagliaio...

Qualche metro sopra ad una metropolitana satura di gente che non si lava e non capisce che deve lasciar scendere gli altri prima di salire, ma il vagone verrà inevitabilmente fermata da un suicidio...


Guardando fuori dal finestrino, a quel punto, ti trovi a pensare: ma non saremo troppi?




In quello stesso istante, in un grattacielo altissimo, all'ultimo piano, in un ufficio grande quanto un campo da calcio di una giovanile, un uomo siede ad una poltrona. Da quella scrivania si decide le sorti di un intero paese:

- quanta bamba deve girare nelle narici giuste per smuovere la burocrazia, quella che vuole proibire la cannabis per venderla ai centri sociali ad un prezzo più alto;

- quanti zingari per metro quadrato devono far vendere anti-furti nelle periferie, dare voti a idioti con la felpa, e distrarre le persone dalla corruzione di chi elegge;

- quanti dossi vanno installati per farti comprare un SUV che costa il triplo in assicurazione e benzina, non ci sta da nessuna parte e ti costringe a parcheggiarlo nei resort sotterranei del centro;

- quanti venerdì sarà proclamato uno sciopero per fati fare il weekend lungo;

- quanti palloni arriveranno alle squadrette di calcio di periferia, quelle con i padri frustrati che litigano sugli spalti per decidere chi educa peggio suo figlio;

- quanti cappellini da babbo natale, accendino a forma di cesso e occhiali fosforescenti per cingalese.

Ma anche cose meno importanti, tipo cosa deve candidare il PD perchè sembri la vera alternativa.

Ma lui è solo un segretario, un pupazzo. Il vero capo è dall'altra parte del telefono, in una località segreta.



La sua villa è stata costruita abusivamente inserendo un paio di assessori compiacenti nelle colonne portanti.
E' di proprietà di un prestanome morto il secolo scorso a causa di un rarissimo virus che ti intesta una società alle Cayman.
L'hanno edificata a tempo di record importando lo staff che ha realizzato lo stadio olimpico di Pechino 2006. Gente che riesce a girare la malta bendata e con una pistola alla nuca.
Ci si arriva solo con un elicottero donato all'ospedale locale per potenziare il servizio di elisoccorso, in occasione di una splendida asta in cui sono stati messi in vendita i disegni dei bambini ricoverati a gente che tiene dei Monet sopra il camino della quarta casa.
I bambini sono morti, l'ospedale è in ristrutturazione da un decennio, ma i dipendenti timbrano ogni giorno anche se lavorano dal bar tabacchi di fronte. Ogni ventisette del mese prendono il loro stipendio più tredicesima e quattordicesima. Basta solo che portino dieci voti a testa quando serve.

Con i piedi a mollo nella piscina e il pisello tra le labbra di una senegalese primario di rianimazione, il Vero Capo sta decidendo quanta gente morirà quest'anno per mantenere la popolazione sotto controllo.
Ha studiato dei metodi infallibili, collaudati da decenni e che non smettono mai di funzionare.
Come produrre esplosivi e venderli al pubblico solo perchè sono colorati.

Il più subdolo è stato combinare il BikeMi con la pavimentazione in mattoncini di porfido.
Crei un servizio di noleggio biciclette in una città dove non è fisicamente possibile inserire piste ciclabili, poi rendi la pavimentazioni a cubetti mortali un bene storico, quindi inamovibile.
A quel punto, estendi i servizi di car sharing, riempiendo la città di nuovi autoveicoli e costringendo le tue cavie a pedalare in mezzo a un branco di automobilisti stronzi, taxisti frustrati e nonni con il cappello. Prima o poi, qualcuno muore, per forza.

Ma il metodo di oggi si chiama Armiamoci e Partite.

La guerra è sempre un buon modo per spingere l'economia e sfoltire un po' le classi meno abbienti. E' stato così fin dalla fine del colonialismo, quando gli eserciti si mandavano per conquistare territorio e far vedere agli altri paesi chi ce l'aveva più grosso.
Il nostro paese, storicamente, la guerra non l'ha mai saputa fare. Ci hanno mandato in Abissinia a giocare al risiko e ci siam trovati in mano un pugno di sabbia che scappava fuori dalle dita. Ci hanno mandato sulle isole greche e siam finiti a puttane.
Non c'è da stupirci se siamo diventati una succursale degli Stati Uniti.
Creiamo mezzi blindati con il know-how della FIAT, che si ribaltano se colpiti da una lavatrice con le ruote, vogliamo anche sperare di portare a casa qualcosa?

Il Vero Capo manda i suoi sgherri a fare proselitismo tra le classi meno abbienti, promettendo un buono stipendio e una pensione rispettabile, usando parole come "eroe", "patria" e "se non vieni sei frocio". Di fronte a tremila euro al mese non ci pensi che passerai gli anni migliori dei tuoi tre figli in un posto dove potresti saltare in aria da un momento all'altro. Firmi, parti, esplodi.

O spari a dei pescatori perchè, se sono negri, devono essere per forza pirati.



mercoledì 29 luglio 2015

Monkey Island

Fedeli sono coloro cui manca l'occasione di non esserlo, ovvero: se guardi le scimmie in una gabbia non stupirti se si tirano la cacca.



Temptation Island è un reality show prodotto da Maria De Filippi (inizialmente intitolato Vero Amore



No.

Temptation Island è una pseudo-telenovela mascherata da esperimento sociale basato sul vouyerismo televisivo endemoliano che vuole dimostrare che, dato un gruppo di scimmie chiuse in un ambiente circoscritto:

  • Prima o poi scriveranno Shakespeare
  • Si faranno comandare da un certo Cesare e conquisteranno la Terra
  • Si accoppieranno come Bonobo 

Il format è semplice: prendi sei coppie, non sposate perchè insicure, le dividi, circondi le donne di cazzo e gli uomini di figa, con un rapporto di 2:1 e aspetti che qualcuno ceda.

L'edizione americana è presentata da Mark Wahlberg.



Per aver successo in Italia, come nel resto del mondo scarsamente civilizzato, l'ingrediente mancante è una media di tre milioni di persone che creda che dodici scimmie ammaestrate, che sanno di essere ripresi e sanno che le registrazioni vengono date ai rispettivi fidanzati, facciano sul serio e non stiano semplicemente recitando.
Assieme ad altri attori o gentaglia che, casualmente, ha già lavorato nei programmi della DeFilippi. Duh.

Lo show è durato 3 stagioni, la media spettatori è costante.

Nel frattempo, in un ex-centro di ricerca liberiano, 66 scimmie vengono abbandonate a morire di fame. Il giusto pensionamento dopo una vita passata a fare le cavie da laboratorio.

lunedì 8 giugno 2015

More Andy


Infradiciato dal temporale estivo che mi aveva colto nel percorso tra lo stato di asciutto e la mia autovettura, mi domandavo come facessero gli abitanti dell'isola di Lost a non essere piagati dalla diarrea a sorpresa causata dai repentini passaggi da caldo afoso a tempesta tropicale.

Poi mi sono ricordato del finale della serie.

Mentre pensavo a queste altissime considerazioni, a causa dello sbalzo di temperatura, il mio intestino si era gonfiato come una zampogna e, a giudicare dalle fitte che mi lanciava, premeva per espellere un geiser di gpl in grado di trasformarmi nel volo Oceanic 815 di cui sopra. Mi serviva solo l'occasione per staccare i piedi dai pedali e poter sganciare l'atomica su Hiroshima, ma ovviamente, davanti a me c'era la più lunga linea verde di semafori della storia.
La pioggia che mi aveva lavato i vestiti ormai si era concentrata tutta in un canale preferenziale che, passando nel canyon delle mie natiche, mi aveva regalato una splendida sensazione di essere seduto in uno stagno di sudore.
D'un tratto, un tassista e un ciclista rallentano per scambiarsi insulti, che in una grande città come questa si fa a gara tra categorie a chi rompe di più i coglioni.

La rissa tra imbecilli aveva causato un piccolo ingorgo e, mentre il duo di rumeni accanto a me cercava un modo per divincolarsi senza devastarsi le sospensioni del mercedes dorato, potevo finalmente inclinarmi di 30 gradi sulla destra, permettendo alla valvola di carne in fondo al mio sfintere di liberarsi e al gas mefitico di lasciare le mie membra ormai doloranti.
Breve ma rumorosa e carica di merda come un tweet di Salveenee, la flatulenza non aveva perso tempo a ricordarmi le proprietà dei gas saturando all'istante tutto lo spazio disponibile dell'abitacolo.
Come ogni uomo che si rispetti, sorridevo compiaciuto di quanto avevo prodotto, schifato e orgoglioso al tempo stesso, come un elettore di centrodestra.

TOC TOC, fa il finestrino del passeggero. Mi giro.

Dietro il vetro il sorriso smagliante di un'amica di lunga data, la manina che si agita rapida sotto gli occhioni da coniglio, circondata dal rosa squillante di un ombrellino imperlato dalla pioggia estiva.

Ciao, come va?
Ciao, bene, tu?
Bene. Dove vai?
_inserire qui luogo non strettamente nella mia direzione ma raggiungibile senza troppa fatica pur di avere un esemplare femminile accanto_
Sali, ti do uno strappo.

Come la scoreggia di prima, l'ultima frase esce dal mio corpo senza che io pensi troppo alle conseguenze.
E, nel giro di qualche istante, mi trovo accanto una giovane donna che cerca di respirare il meno possibile e cerca nervosamente il comando del finestrino.
Puzza e Imbarazzo stanno saturando l'ambiente creando una miscela potenzialmente esplosiva.
Il ciclista, intanto, estrae la catena e comincia a menare il tassista.

Ah, dico io, devi scusarmi se senti cattivo odore in macchina, ma mia nonna è stata in montagna e ha portato un formaggio stagionatissimo. Le ho dato un passaggio e..

La giovane si distende, apre leggermente il finestrino e esordice con un "dev'essere buonissimo, però".

Ecco perchè, con una storia plausibile, la gente si mangerebbe pure la merda.


Secondo me, Gianni Morandi è perfettamente conscio delle leggende metropolitane che girano a suo carico. Tuttavia, è diventato un'idolo del web con una pazienza Gandhiana rarissima in questi tempi in cui la gente pensa solo a urlare più forte per avere ragione su internet, su cose di cui non frega niente a nessuno.
Non solo, se domani dovesse rivelarsi verità, lo scandalo sarebbe pressochè inesistente.
Tutti saprebbero già.

Questo spiega il motivo per cui, infondo, di Mafia Capitale, dei candidati impresentabili, non frega niente a nessuno e la gente va a votare lo stesso. Si sa che è così, si accetta mestamente e si va avanti, come l'odore di scoreggia nell'abitacolo della vita. C'è chi se ne compiace e chi preferisce convincere se stesso che in realtà è meglio di come sia.

E che se siano ladri, basta che siano i nostri ladri a vincere.

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