mercoledì 26 febbraio 2014

Teoria dell'inutilità del voto marginale

ovvero: perchè il mio voto non conta un cazzo.

Sono un grande sostenitore della democrazia e dei suoi mezzi di espressione. Di fatto, penso che il voto debba essere obbligatorio, o quanto meno legato ad alcuni diritti rinnovabili solo con esso.
(Fino a qualche anno fa, mancare a troppe elezioni faceva perdere il diritto al voto. Poi, considerato il tasso di astensionismo crescente, la legge è stata abrogata.)

Da che ho la maggiore età ho espresso il mio diritto in una discreta rosa di fazioni politiche, che puntualmente hanno disatteso le promesse elettorali, tanto da farmi chiedere: "perchè la gente vada ancora ai comizi ad ascoltarle?" (a parte quelli portati lì con l'inganno, ricattati o corrotti)

Eppure, nonostante l'affluenza in moderato calo*, le urne sono sempre piene (a differenza dei ristoranti): nonostante la crisi, la gente che non lavora, che si suicida, le promesse mai mantenute, i politici che rubano, ammassano fortune milionarie e poi ti chiedono due euro per le primarie (e le perdono).
Nonostante tutto questo, la gente vota. E poi passa il tempo a frignare che "bisognerebbe mandarli a casa tutti".

Perchè?

La risposta ce la da Twitch Plays Pokémon.

Twitch Plays Pokémon è un progetto nato dalla mente di un anonimo ragazzino australiano che, una mattina, si è svegliato e ha pensato: "che succede se faccio giocare a pokèmon x-mila persone contemporaneamente?". E lo ha messo in pratica.

Il funzionamento è semplice: ogni utente digita un comando per far compiere un'azione al protagonista e il sistema lo interpreta in base a due modalità: Anarchia e Democrazia. Nel primo caso, il sistema prende il comando appena gli arriva, e lo esegue. Nel secondo, conta un certo numero di comandi uguali e, raggiunta la maggioranza necessaria, lo esegue.
Il passaggio tra un sistema e l'altro lo decidono gli utenti stessi, mediante il medesimo meccanismo.

Il risultato è pura manna per i regimi dittatoriali: per prendere una qualunque decisione ci vogliono ore.


Ci sono utenti che giocano per vincere, ma ciascuno con la sua strategia in mente.
Ci sono utenti che giocano per rompere le scatole agli altri e fargli perdere tempo.
Ci sono utenti che giocano per far collassare il sistema e rovinare il gioco alle categorie sopra citate.

Osservando qualche minuto di gioco, diventa chiaro come mai siamo al terzo governo nominato e non eletto, ciò nonostante non sono ancora riusciti a mettere insieme una legge elettorale.

Di fronte ad una situazione del genere, l'elettore si rende conto che, prima di lui, ci sono tutta una fila di elettori che faranno valere il loro diritto per scopi che esulano completamente dai suoi, per nobili che siano:

  • anzitutto i parenti dei candidati, che votano per motivi famigliari
  • poi gli amici, che votano per affetto
  • poi gli altri amici, quelli a cui sono stati promessi appalti, condoni, favori, pensioni di invalidità. In tempi di crisi, se un appalto può fare la differenza tra sopravvivere o fallire, un'azienda intera vota. "Tu mi voti, ti trovo un lavoro e ti sistemo. Non mi voti? In culo a 'ttia e tutta la famiglia."
  • poi ci sono quelli che vendono il voto (una volta il voto di scambio valeva 50 euro. Oggi 20. In buoni benzina.)
  • poi ci sono quelli che votano quei partitucci che non arriveranno mai da nessuna parte, ma si sentono in colpa a lasciare in bianco.

Una volta composto il parlamento, si passa al secondo livello:

  • deputati e senatori che vengono comprati
  • assenteisti
  • lobbisti

Ecco perchè, un bel giorno, sono giunto alla conclusione: non vado a votare, tanto il mio voto non fa la differenza.

Quando espongo questo mio punto di vista, l'obiezione che mi fanno, nel 99% dei casi è:

E se tutti quanti la pensassero come te?

Porre questa domanda è già ammettere che sia una situazione impossibile, perchè l'interlocutore non può fare a meno di includere se stesso in quel "tutti".
Se egli non vota, infatti, significa che è già d'accordo con me oppure che ha altrettanti buoni motivi per non votare.
Se vota, la domanda è superflua.

La seconda obiezione che sollevo è quella più logica: se nessuno vota, nessuno si candida. Quindi NON SI PUO' votare.

Terza obiezione: Twitch Plays Pokémon.

Nei momenti di massimo carico, ha toccato i 100 mila utenti e ci sono volute due ore per mettere un personaggio davanti ad un albero e cliccare sul pulsante "taglia".

Applicate questo algoritmo a 70 milioni di Italiani: quando mani sono stati TUTTI d'accordo su qualcosa?

Tutti sappiamo che uccidere è sbagliato. Eppure c'è chi lo fa di professione.
Tutti sono pronti ad accanirsi contro i pedofili, li vorrebbero cavie per gli esperimenti al posto degli animali. Eppure siamo i primi al mondo tra i viaggiatori del sesso (e non solo per chi va in erasmus).

Per quanto ci si sforziamo, in un sistema come questo (clientelista e anti-meritrocratico) saremo sempre una minoranza..

E allora, cosa facciamo?

Se il tuo lavello perde, e dieci idraulici non riescono a riparartelo, hai solo due strade. O lo ripari tu, o lo lasci perdere (mi si perdoni il gioco di parole).
Dato che pochi hanno veramente voglia di impegnarsi, la risposta è ovvia: se votare fin ora non è servito, tanto vale smettere e far collassare il sistema (il Belgio insegna).

E se ne riparlerà quando saranno tutti davvero a casa.


* mi fanno ridere i giornalisti che parlano di "crollo delle affluenze" e poi, rispetto all'anno prima, si è scesi di uno o due punti percentuali. A casa mia crollo vuole almeno due cifre.

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