sabato 18 gennaio 2014

Succede solo in Italia, da McDonald

Premessa: Avevo scritto questo post ai tempi dell'uscita della prima campagna pubblicitaria "scandalosa" di McDonald. Quella diretta Gabriele Salvatores.


(Una parentesi per Salvatores: sei passato da Nirvana a McDonald come un banale scarto cagato fuori da X-Factor. Davvero Pecunia non olet.)

Lo spot di allora ci presentava così i suoi indomiti protagonisti:

Federico, 22 anni, studia(va) Geologia.


(Conosco solo un geologo di successo, e fa il fumettista.
Ed è il primo a prendersi per il culo per aver scelto quella facoltà.
Federico, hai 22 anni, sei ancora in tempo 23 anni, tempus fugit, siamo già al numero 100.)

Julianne, 28 anni, madre.


Julianne è chiaramente emigrata in Italia, ma ha trovato lavoro perchè ha l'umiltà di una persona che non ha paura di sporcarsi le mani per portare a casa da mangiare per suo figlio. E perché dove viveva prima non c'era davvero niente da fare. Non come la maggior parte dei frequentatori del mèc che lo hanno costretto a stare aperto 24h al giorno.
Julianne fa praticamente quello che fa un italiano quando va all'estero, solo che servire ai tavoli a Londra ti fa sentire meno pezzente che servire panini a Quarto Oggiaro.

Simone, 24 anni, studia(va) recitazione.


(Simone, se la tua prima esperienza recitativa è dire "sì" in uno spot di McDonald comincerei a meditare la possibilità di abbandonarlo il DAMS.
Così non fai che alimentare lo stereotipo dello studente di recitazione, filosofia o design che, alla fine della sua brillante carriera universitaria, non può far altro che girar panini.
A meno che tu non faccia Salvatores di cognome. Ma anche lui, indovina lui che fine ha fatto?

E posso avere la maionese, per queste patatine?)

Lo spot si chiudeva con Sara, la quale invece ha scelto Economia, si è laureata, e guarda caso adesso da ordini a attore e geologo.


Uno splendido spaccato italico.

All'uscita dello spot era montata la solita polemica-di-15-minuti-all'italiana dove un paio di acronimi sindacali si erano sentiti chiamati in causa, avevano fatto la faccia offesa e dopo di che erano tornati a fare esattamente quello che facevano prima.
D'altra parte, è diventato un po' il loro mestiere, quello di rompere i coglioni sui diritti del lavoro e poi piegarsi alle richieste del governo.

(Ragazzi, non si può campar di rendita sulle vere lotte sindacali fatte dai vostri predecessori quarant'anni fa. Provate a lavorare anche voi, ogni tanto, a lavorare 15 ore al giorno sottopagati.
Da McDonald assumono, sapete?)

Da allora è cambiato un governo e i sindacati hanno avuto la loro occasione di riscatto, di vendetta. Far sentire che ci sono, che ai lavoratori ci tengono e non sono disposti a farsi mettere i piedi in testa da una multinazionale.
Invece di passare per quelli che per primi hanno assunto gente che non sa fare un cazzo e gli ha dato pure la dirigenza.

E invece...


"Mentre le riforme non partono e l'economia è ferma, gli italiani lavorano per fare andare avanti l'Italia"

BOOM. Headshottati da un big mèc.

Nemmeno ci provate, allora.


giovedì 2 gennaio 2014

Il giorno più felice della sua vita


- Lo portano a Praga
- chi?
- i suoi "amici"
- è un bel viaggetto
- sì ma PRAGA, capisci?
- e allora?
- non è che non mi fidi di lui.... ma dei suoi "amici".....

Ho assistito a questa conversazione più di una volta, diverse forme, diversi mezzi, ma il concetto è il medesimo.

Hai passato l'ultimo anno della tua vita a pianificare un solo giorno, ventiquattro ore in cui vuoi che tutto sia perfetto. Se spendessi un'ora al giorno per tutti e 365, lo sarebbe anche il resto della tua vita.
Avete fatto combaciare chiesa, ristorante, vestito, viaggio di nozze e sfighe dei parenti con lo sforzo di un allineamento planetario.
Avete fatto il bonifico in tempo affinché il parroco legga la benedizione prestampata del Papa, avete concordato di quanto verrete rapinati dal gestore di un agriturismo a sessanta chilometri dalla civiltà per darvi le stesse cose che da agli altri avventori, ma più lentamente.
Avete scelto una torta di raso montato a neve e scaglie di pizzo scomoda come una tortura medievale ma bellissima, visto che è costata un anno di stipendio della badante di tuo zio. Bianca come la verginità che hai perso a quattordici anni con un tizio che non si è fatto più vivo, ma che il tuo futuro marito non deve assolutamente vedere perchè è tradizione.

E porta sfortuna.

E per coerenza non gliela dai da quando avete iniziato a stendere la lista degli invitati, tanto sei nervosa.

Avete prenotato il giro del mondo di una settimana nei posti che fanno più invidia ai vostri amici di feisbuc.
Infine avete raddoppiato il dosaggio dei farmaci della nonna in coma affinché non vi muoia prima dell'Eucarestia.

Solo una cosa non sei riuscita a pianificare al secondo: il suo addio al celibato.

E quello stronzo adesso se ne va a puttane nella Repubblica della Figa.



Ma chiaramente non è colpa sua, ma dei suoi amici; suoi perchè solo quando devi rimbalzare un impegno con altri diventano vostri.
Anzi, "amici", virgolettati a debita distanza da non farti sentire in colpa per averli pure invitati a cena, qualche volta.
Perchè non vuoi ammettere a te stessa che è proprio di lui che non ti fidi.
Oramai tu hai un piccolo Jago, nella tua testa, che ti dice che sicuramente lui si scoperà una sconosciuta più giovane, più bella e sicuramente più porca di te. Ma lui negherà tutto, con un sorrisetto sulle labbra.

E vorrai sapere, ma non vorrai sapere.

E quello che ti da più fastidio è che non potrai lamentartene con nessuno.

Perchè i suoi amici saranno muti come tombe, e ti ripeteranno che quello che succede all'addio al celibato, resta all'addio al celibato. E Una Notte da Leoni fa ridere un casino, quando capita agli altri.
Loro manterranno questo alone di mistero a vita, solo per farti rodere il fegato e non ammettere che si sono ubriacati come delle merde, hanno speso abbastanza per farci un weekend romantico dove vuoi, si sono vomitati addosso e hanno dimenticato tutto quanto.
E le tue amiche non faranno che ripeterti che anche i loro mariti non si sa cosa abbiano combinato ai loro addii al celibato, ma preferiscono non indagare. Avranno visto qualche culo. Forse toccato una tetta dai. Toh, visto una senza mutande, ma da lontano.

Per questo, coperta da un velo da sposa ricoperto di preservativi, di fronte ad una torta a forma di cazzo lunga come uno stereotipo, dietro a due ballerini perizomati, depilati e gay come una puntata di Sex & the City, piangi mascara. In mezzo alle tue amiche di sempre che si sono scambiate i fidanzati fin quando non hanno deciso che era ora di far invidia alle altre: la musica si è fermata e tutte si son sedute su quello che avevano più vicino, mentre tu sei rimasta in piedi ad aspettare l'amore della tua vita.

Che in questo momento la sta leccando ad una praghese che, con i soldi che riesce a nascondere nel perizoma, scapperà da quella merda e verrà a vivere in Italia. A fare da badante ad un rincoglionito che non è stato invitato al matrimonio perchè si ubriaca, urla e bestemmia. Ma tanto ha l'alzheimer e non si ricorda più di nessuno.

Nemmeno del suo addio al celibato.




(Cercando Bachelor Party su Google immagini, come prevedibile escono praticamente solo foto di sfigati che sbavano di fronte ad una spogliarellista. Tranne una, quella che ho pubblicato.)

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