venerdì 9 maggio 2014

Fare lo IED non fa di te un artista




tanto quanto metterti le piume nel culo non fa di te una gallina (cit.).

mercoledì 26 febbraio 2014

Teoria dell'inutilità del voto marginale

ovvero: perchè il mio voto non conta un cazzo.

Sono un grande sostenitore della democrazia e dei suoi mezzi di espressione. Di fatto, penso che il voto debba essere obbligatorio, o quanto meno legato ad alcuni diritti rinnovabili solo con esso.
(Fino a qualche anno fa, mancare a troppe elezioni faceva perdere il diritto al voto. Poi, considerato il tasso di astensionismo crescente, la legge è stata abrogata.)

Da che ho la maggiore età ho espresso il mio diritto in una discreta rosa di fazioni politiche, che puntualmente hanno disatteso le promesse elettorali, tanto da farmi chiedere: "perchè la gente vada ancora ai comizi ad ascoltarle?" (a parte quelli portati lì con l'inganno, ricattati o corrotti)

Eppure, nonostante l'affluenza in moderato calo*, le urne sono sempre piene (a differenza dei ristoranti): nonostante la crisi, la gente che non lavora, che si suicida, le promesse mai mantenute, i politici che rubano, ammassano fortune milionarie e poi ti chiedono due euro per le primarie (e le perdono).
Nonostante tutto questo, la gente vota. E poi passa il tempo a frignare che "bisognerebbe mandarli a casa tutti".

Perchè?

La risposta ce la da Twitch Plays Pokémon.

Twitch Plays Pokémon è un progetto nato dalla mente di un anonimo ragazzino australiano che, una mattina, si è svegliato e ha pensato: "che succede se faccio giocare a pokèmon x-mila persone contemporaneamente?". E lo ha messo in pratica.

Il funzionamento è semplice: ogni utente digita un comando per far compiere un'azione al protagonista e il sistema lo interpreta in base a due modalità: Anarchia e Democrazia. Nel primo caso, il sistema prende il comando appena gli arriva, e lo esegue. Nel secondo, conta un certo numero di comandi uguali e, raggiunta la maggioranza necessaria, lo esegue.
Il passaggio tra un sistema e l'altro lo decidono gli utenti stessi, mediante il medesimo meccanismo.

Il risultato è pura manna per i regimi dittatoriali: per prendere una qualunque decisione ci vogliono ore.


Ci sono utenti che giocano per vincere, ma ciascuno con la sua strategia in mente.
Ci sono utenti che giocano per rompere le scatole agli altri e fargli perdere tempo.
Ci sono utenti che giocano per far collassare il sistema e rovinare il gioco alle categorie sopra citate.

Osservando qualche minuto di gioco, diventa chiaro come mai siamo al terzo governo nominato e non eletto, ciò nonostante non sono ancora riusciti a mettere insieme una legge elettorale.

Di fronte ad una situazione del genere, l'elettore si rende conto che, prima di lui, ci sono tutta una fila di elettori che faranno valere il loro diritto per scopi che esulano completamente dai suoi, per nobili che siano:

  • anzitutto i parenti dei candidati, che votano per motivi famigliari
  • poi gli amici, che votano per affetto
  • poi gli altri amici, quelli a cui sono stati promessi appalti, condoni, favori, pensioni di invalidità. In tempi di crisi, se un appalto può fare la differenza tra sopravvivere o fallire, un'azienda intera vota. "Tu mi voti, ti trovo un lavoro e ti sistemo. Non mi voti? In culo a 'ttia e tutta la famiglia."
  • poi ci sono quelli che vendono il voto (una volta il voto di scambio valeva 50 euro. Oggi 20. In buoni benzina.)
  • poi ci sono quelli che votano quei partitucci che non arriveranno mai da nessuna parte, ma si sentono in colpa a lasciare in bianco.

Una volta composto il parlamento, si passa al secondo livello:

  • deputati e senatori che vengono comprati
  • assenteisti
  • lobbisti

Ecco perchè, un bel giorno, sono giunto alla conclusione: non vado a votare, tanto il mio voto non fa la differenza.

Quando espongo questo mio punto di vista, l'obiezione che mi fanno, nel 99% dei casi è:

E se tutti quanti la pensassero come te?

Porre questa domanda è già ammettere che sia una situazione impossibile, perchè l'interlocutore non può fare a meno di includere se stesso in quel "tutti".
Se egli non vota, infatti, significa che è già d'accordo con me oppure che ha altrettanti buoni motivi per non votare.
Se vota, la domanda è superflua.

La seconda obiezione che sollevo è quella più logica: se nessuno vota, nessuno si candida. Quindi NON SI PUO' votare.

Terza obiezione: Twitch Plays Pokémon.

Nei momenti di massimo carico, ha toccato i 100 mila utenti e ci sono volute due ore per mettere un personaggio davanti ad un albero e cliccare sul pulsante "taglia".

Applicate questo algoritmo a 70 milioni di Italiani: quando mani sono stati TUTTI d'accordo su qualcosa?

Tutti sappiamo che uccidere è sbagliato. Eppure c'è chi lo fa di professione.
Tutti sono pronti ad accanirsi contro i pedofili, li vorrebbero cavie per gli esperimenti al posto degli animali. Eppure siamo i primi al mondo tra i viaggiatori del sesso (e non solo per chi va in erasmus).

Per quanto ci si sforziamo, in un sistema come questo (clientelista e anti-meritrocratico) saremo sempre una minoranza..

E allora, cosa facciamo?

Se il tuo lavello perde, e dieci idraulici non riescono a riparartelo, hai solo due strade. O lo ripari tu, o lo lasci perdere (mi si perdoni il gioco di parole).
Dato che pochi hanno veramente voglia di impegnarsi, la risposta è ovvia: se votare fin ora non è servito, tanto vale smettere e far collassare il sistema (il Belgio insegna).

E se ne riparlerà quando saranno tutti davvero a casa.


* mi fanno ridere i giornalisti che parlano di "crollo delle affluenze" e poi, rispetto all'anno prima, si è scesi di uno o due punti percentuali. A casa mia crollo vuole almeno due cifre.

sabato 18 gennaio 2014

Succede solo in Italia, da McDonald

Premessa: Avevo scritto questo post ai tempi dell'uscita della prima campagna pubblicitaria "scandalosa" di McDonald. Quella diretta Gabriele Salvatores.


(Una parentesi per Salvatores: sei passato da Nirvana a McDonald come un banale scarto cagato fuori da X-Factor. Davvero Pecunia non olet.)

Lo spot di allora ci presentava così i suoi indomiti protagonisti:

Federico, 22 anni, studia(va) Geologia.


(Conosco solo un geologo di successo, e fa il fumettista.
Ed è il primo a prendersi per il culo per aver scelto quella facoltà.
Federico, hai 22 anni, sei ancora in tempo 23 anni, tempus fugit, siamo già al numero 100.)

Julianne, 28 anni, madre.


Julianne è chiaramente emigrata in Italia, ma ha trovato lavoro perchè ha l'umiltà di una persona che non ha paura di sporcarsi le mani per portare a casa da mangiare per suo figlio. E perché dove viveva prima non c'era davvero niente da fare. Non come la maggior parte dei frequentatori del mèc che lo hanno costretto a stare aperto 24h al giorno.
Julianne fa praticamente quello che fa un italiano quando va all'estero, solo che servire ai tavoli a Londra ti fa sentire meno pezzente che servire panini a Quarto Oggiaro.

Simone, 24 anni, studia(va) recitazione.


(Simone, se la tua prima esperienza recitativa è dire "sì" in uno spot di McDonald comincerei a meditare la possibilità di abbandonarlo il DAMS.
Così non fai che alimentare lo stereotipo dello studente di recitazione, filosofia o design che, alla fine della sua brillante carriera universitaria, non può far altro che girar panini.
A meno che tu non faccia Salvatores di cognome. Ma anche lui, indovina lui che fine ha fatto?

E posso avere la maionese, per queste patatine?)

Lo spot si chiudeva con Sara, la quale invece ha scelto Economia, si è laureata, e guarda caso adesso da ordini a attore e geologo.


Uno splendido spaccato italico.

All'uscita dello spot era montata la solita polemica-di-15-minuti-all'italiana dove un paio di acronimi sindacali si erano sentiti chiamati in causa, avevano fatto la faccia offesa e dopo di che erano tornati a fare esattamente quello che facevano prima.
D'altra parte, è diventato un po' il loro mestiere, quello di rompere i coglioni sui diritti del lavoro e poi piegarsi alle richieste del governo.

(Ragazzi, non si può campar di rendita sulle vere lotte sindacali fatte dai vostri predecessori quarant'anni fa. Provate a lavorare anche voi, ogni tanto, a lavorare 15 ore al giorno sottopagati.
Da McDonald assumono, sapete?)

Da allora è cambiato un governo e i sindacati hanno avuto la loro occasione di riscatto, di vendetta. Far sentire che ci sono, che ai lavoratori ci tengono e non sono disposti a farsi mettere i piedi in testa da una multinazionale.
Invece di passare per quelli che per primi hanno assunto gente che non sa fare un cazzo e gli ha dato pure la dirigenza.

E invece...


"Mentre le riforme non partono e l'economia è ferma, gli italiani lavorano per fare andare avanti l'Italia"

BOOM. Headshottati da un big mèc.

Nemmeno ci provate, allora.


giovedì 2 gennaio 2014

Il giorno più felice della sua vita


- Lo portano a Praga
- chi?
- i suoi "amici"
- è un bel viaggetto
- sì ma PRAGA, capisci?
- e allora?
- non è che non mi fidi di lui.... ma dei suoi "amici".....

Ho assistito a questa conversazione più di una volta, diverse forme, diversi mezzi, ma il concetto è il medesimo.

Hai passato l'ultimo anno della tua vita a pianificare un solo giorno, ventiquattro ore in cui vuoi che tutto sia perfetto. Se spendessi un'ora al giorno per tutti e 365, lo sarebbe anche il resto della tua vita.
Avete fatto combaciare chiesa, ristorante, vestito, viaggio di nozze e sfighe dei parenti con lo sforzo di un allineamento planetario.
Avete fatto il bonifico in tempo affinché il parroco legga la benedizione prestampata del Papa, avete concordato di quanto verrete rapinati dal gestore di un agriturismo a sessanta chilometri dalla civiltà per darvi le stesse cose che da agli altri avventori, ma più lentamente.
Avete scelto una torta di raso montato a neve e scaglie di pizzo scomoda come una tortura medievale ma bellissima, visto che è costata un anno di stipendio della badante di tuo zio. Bianca come la verginità che hai perso a quattordici anni con un tizio che non si è fatto più vivo, ma che il tuo futuro marito non deve assolutamente vedere perchè è tradizione.

E porta sfortuna.

E per coerenza non gliela dai da quando avete iniziato a stendere la lista degli invitati, tanto sei nervosa.

Avete prenotato il giro del mondo di una settimana nei posti che fanno più invidia ai vostri amici di feisbuc.
Infine avete raddoppiato il dosaggio dei farmaci della nonna in coma affinché non vi muoia prima dell'Eucarestia.

Solo una cosa non sei riuscita a pianificare al secondo: il suo addio al celibato.

E quello stronzo adesso se ne va a puttane nella Repubblica della Figa.



Ma chiaramente non è colpa sua, ma dei suoi amici; suoi perchè solo quando devi rimbalzare un impegno con altri diventano vostri.
Anzi, "amici", virgolettati a debita distanza da non farti sentire in colpa per averli pure invitati a cena, qualche volta.
Perchè non vuoi ammettere a te stessa che è proprio di lui che non ti fidi.
Oramai tu hai un piccolo Jago, nella tua testa, che ti dice che sicuramente lui si scoperà una sconosciuta più giovane, più bella e sicuramente più porca di te. Ma lui negherà tutto, con un sorrisetto sulle labbra.

E vorrai sapere, ma non vorrai sapere.

E quello che ti da più fastidio è che non potrai lamentartene con nessuno.

Perchè i suoi amici saranno muti come tombe, e ti ripeteranno che quello che succede all'addio al celibato, resta all'addio al celibato. E Una Notte da Leoni fa ridere un casino, quando capita agli altri.
Loro manterranno questo alone di mistero a vita, solo per farti rodere il fegato e non ammettere che si sono ubriacati come delle merde, hanno speso abbastanza per farci un weekend romantico dove vuoi, si sono vomitati addosso e hanno dimenticato tutto quanto.
E le tue amiche non faranno che ripeterti che anche i loro mariti non si sa cosa abbiano combinato ai loro addii al celibato, ma preferiscono non indagare. Avranno visto qualche culo. Forse toccato una tetta dai. Toh, visto una senza mutande, ma da lontano.

Per questo, coperta da un velo da sposa ricoperto di preservativi, di fronte ad una torta a forma di cazzo lunga come uno stereotipo, dietro a due ballerini perizomati, depilati e gay come una puntata di Sex & the City, piangi mascara. In mezzo alle tue amiche di sempre che si sono scambiate i fidanzati fin quando non hanno deciso che era ora di far invidia alle altre: la musica si è fermata e tutte si son sedute su quello che avevano più vicino, mentre tu sei rimasta in piedi ad aspettare l'amore della tua vita.

Che in questo momento la sta leccando ad una praghese che, con i soldi che riesce a nascondere nel perizoma, scapperà da quella merda e verrà a vivere in Italia. A fare da badante ad un rincoglionito che non è stato invitato al matrimonio perchè si ubriaca, urla e bestemmia. Ma tanto ha l'alzheimer e non si ricorda più di nessuno.

Nemmeno del suo addio al celibato.




(Cercando Bachelor Party su Google immagini, come prevedibile escono praticamente solo foto di sfigati che sbavano di fronte ad una spogliarellista. Tranne una, quella che ho pubblicato.)

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