domenica 29 dicembre 2013

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venerdì 20 dicembre 2013

She looks like a flower but she stings like a bee


Renzi e Alfano ad una presentazione dell'ennesimo libro di Vespa.
Uno di quelli che si trovano negli autogrill tra un travestito che fa colazione con un Rustichella e una catasta di maiali di gomma che grugniscono quando li schiacci. Per sentirsi a casa.
Subito dietro ai libri di Vespa.

Che poi, quanto devi essere disperato per uscire da un autogrill con un libro di Vespa sottobraccio?

Vedere i due principali leader delle copertine di Vanity Fair far finta di rinnegare il capo di entrambi è un po' come leggere l'oroscopo e trovarci scritto "non uscire di casa mai più".
Non era quello che ti aspettavi, pertanto lo accantoni apostrofandolo con un "tanto sono tutte cazzate".
L'unico motivo per cui lo guardi tutti i giorni è sperare di trovarci scritto "oggi scoperai come un toro, vincerai un sacco di soldi, potrai smettere di lavorare e dedicarti al tuo sogno di diventare scrittore".
Ma non succede mai.
Anzi, il tuo prossimo futuro prevede shopping natalizio: tua moglie ti trascinerà a comprare un catalogo di inutilità per gente che non conosci o di cui fondamentalmente non te ne frega un cazzo e dalla quale riceverai altrettante inutilità che neanche eBay vorrà.

E quando finalmente hai trovato il coraggio di ribellarti a tutto questo, ti risvegli al supermercato, nel reparto parafarmacia dove eri fuggito da una mandria di carrelli contromano guadando un fiume di spumante rovesciato da un anonimo anziano. E ti ritrovi a fissare insistentemente la Preparazione H, rimuginando sull'aver dimenticato qualcosa.
Controlli la lista sullo smartphone, scopri che ti hanno taggato in una foto di una maiala poco vestita da babbo natale, clicchi mi piace e lo rimetti in tasca.
Poi non ti ricordi per cosa l'avevi tirato fuori e ricominci da capo.

E ti chiedi come abbia fatto quel politico lì, quello del partito del viva la figa, a mettere sotto contratto la segretaria con l'obbligo di dargliela una volta a settimana.
E tu che pensavi che si chiamasse matrimonio.
Quando invece la tua dolce metà sta scannerizzando il reparto dei tampax, nonostante sia incinta dall'ultima volta che te l'ha data: quattro mesi, sedici giorni, tre ore.

Anche gli assorbenti han messo le ali, per fuggire dalla spazzatura.

Quindi agguanti lo smartphone e apri un gruppo di whatsup con dentro una ventina di maschi mogliedotati alla ricerca di una valvola di sfogo serale.
Un terzo degli invitati esce immediatamente dalla conversazione senza nemmeno salutare, metà parla di cene con i parenti in posti non segnati sulle mappe. Rimanete in quattro sfigati che possono liberarsi tardissimo e dovranno essere a casa presto. Che domani si fanno le spese per Natale.
Uno di loro paccherà quarantacinque minuti dopo l'orario di ritrovo.

Salite in macchina parlando di shottini e happy hour, fate a gara a chi ha il capo più stronzo e finite a parlare di calciomercato; nel frattempo avete guidato per tutta la lunghezza della tangenziale senza rendervi conto che non stavate andando da nessuna parte, stavate solo scappando. E giunti dall'altro capo della città realizzate che oramai è tutto chiuso, e vi costringete a elemosinare un aperitivo ad una stazione di servizio.
La peruviana dall'altra parte del bancone assume sguardo compassionevole e passa al camionista accanto a voi.

E così ti ritrovi, ad un orario imprecisato della notte, in un autogrill a venti chilometri di coda da casa tua. Con accanto una bionda nigeriana alta due metri e un tacco dodici, con un pisello che ti farebbe venire la gastrite. Che cerca di abbordarti ammiccando un: "scommetto che sei una Vergine. Io sono una Toro".

Senza nemmeno finire il croissant di plastica pianti lì il cappuccio freddo e ti fiondi in cassa. Guardi la catasta delle stronzate e afferri un libro di Vespa.
Lo regalerai a quel tuo amico appassionato di politica, che in realtà ti sta sul culo perchè è quindici anni che ha ragione.

Guardi il cellulare e ci sono venticinque chiamate senza risposta di una moglie incinta dimenticata al supermercato.

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