lunedì 7 gennaio 2013

Then your friends will all go green for my Lasagna

[Digsy's Dinner - Oasis]



La gente ha bisogno di essere insultata. Di ridimensionarsi a suon di umiliazioni pubbliche.
E non c'è bisogno di andarli a prendere a casa, si offrono volontari. Negli anni '90 abbiamo avuto ondate migratorie di quelli che vengono definiti vucumprà. Adesso abbiamo i vogliannàintivvù.

Tutto è cominciato con dieci cavie da laboratorio in una casa piena di telecamere. Uno pseudo concorso al più patetico vinto da un ominide che rantolava una lingua molto più vicina al Neandertaliano che all'italiano.
Da allora è stata l'apertura delle gabbie. Se ce la fa lui a fare una fiction, perchè non ce la posso fare io?
Se un concorrente di Mike è diventato sindaco di Firenze, perchè non ce la possono fare pure ammè?

E via: il tubo catodico si è trasformato in un sifone che non fa altro che caricare ondate di disperati in cerca di 30 secondi di notorietà, ma che finisce per scaricare merda.

All'ultima conta delle cavie di X-Factor si son presentati in 30.000. Lavorare fa proprio schifo, eh? Molti quelli che ci riprovano per l'ennesima volta.
Ho cominciato con le prove per lo Zecchino d'Oro ed è la quinta volta che tento X Factor. Lavoro in un call center ma voglio cantare
Figlia mia, magari dopo il terzo NO dovrebbe venirti il sospetto che è il caso che tu faccia altro nella vita. Cantare non ti tirerà fuori da quel call center. O da quel benzinaio.
Umiliarti in tivvù millantando un talento non aiuterà la meritocrazia
Lo vedi chi è il giudice? Un altro figlio di. E chi presenta? Aspetta, non me lo dire...

Il futuro della musica in televisione è The Winner is, programma che mi piace defiinire con il format di: quanto vuoi per levarti dai coglioni?

Perchè ormai siamo alla saturazione. Sono in troppi e non c'è più lavoro per tutti. Te ne accorgi quando vai a vedere una commedia cagata italiana al cinema. Con copione già scritto interpretato da ex. Ex-zelig, ex-doppiatori, ex-conduttori, ex-natale-a, i soliti figli di, un romanaccio e un napoletano. Una battuta o due a testa, lavorare poco, lavorare tutti, e fondi statali.
Solo che adesso i fondi non ci son più per tutti, quindi bisogna fare quello che si faceva anni fa e si doveva continuare a fare: scremare, lasciare a casa. E invitarli a non riprovarci mai più, magari.

E come si fa? Li si insulta. Tanto son sempliciotti, prendon tutto in simpatia. Guardate (se riuscite) Avanti un altro!, il preserale di cAnale 5 condotto da Paolo UnAiutino Bonolis. (Giudice? Figlio di. Eddai, cazzo!)
Un branco di spettatori da macello portano in dono al bambinello tonnellate di prodotti tipici che verranno smaltiti nella mensa aziendale, sacco biodegradabile. Il loro prossimo grande evento sarà essere caricati su un pullman ed essere portati a sorpresa a un comizio di Berlusconi, che finiranno per votare in massa, secondo il principio del non mordere la mano che ti nutre. Si fanno prendere a pesci in faccia gratuitamente e inconsciamente, dato che la maggior parte di loro non ha idea di cosa sia il congiuntivo, figurarsi capire di essere state insultate con parole diverse da Minchia, Figa, Porcodighel.
Falle ballare con Laurenti per sottolineare quanto siano racchie. Falli ballare per non dar loro del frocio in diretta. Tanto loro si divertono e ti palpano il culo.
Lo dimostra il fatto che più di una sera sono dovuti ricorrere al ripescaggio per avere uno straccio di concorrente da portare al patibolo finale.
Più colto o più stupido, cosa sembra Bonolis in mezzo a una mandria di ignoranti?


E Paolo, ti prego, fai un'altra allusione al pene parlando del dito dell'alieno. Le altre sessantadue volte precedenti non ha fatto ridere, ma sento che la prossima sarà quella buona.

Ed ora passiamo al reality più spietato. Quello che giustamente non le manda a dire a nessuno: M@sterchef. Il 2012 è sicuramente stato l'anno della gente che cucina. Buddy MetticiDellaltroAglio Valastro ha fatto da apripista, è poi è stato tutto un Cotto e Mangiato, In cucina di, con, su per tra fra. Altri fratelli di e figli di ai fornelli.
Siamo sazi, saturi, satolli. E ne abbiamo un po' pieni i coglioni, diciamocelo.


Gli occhiali di Barbieri sono la dimostrazione che il gusto nel vestire è personale e non deve essere giudicato e che la validità di una persona non si decide da come si veste. Praticamente la nemesi di Enzo Miccio.
Bastianich ha avuto qualche problemino, ma in Italia nessuno bada alla fedina penale, basta che fai ridere e puoi diventare Presidente del Consiglio. Lo accusano di non saper parlare bene l'italiano, ma detto da un paese che nel 2013 non sa ancora parlare inglese, è un crescendo comico.
Cracco è televisivo come un mattone di argilla (e per fortuna il suo lavoro nella vita è un altro), ma è da orgasmo quando sputa nel tovagliolo e ti dice che il tuo piatto fa cagare.

Sì.

Ancora.

Mandala a casa questa avvocatessa che si è sentita insultata e ha fiutato nell'aria odor di querela, come la scia di sangue che attira gli squali verso la preda facile.
Manda a casa la napoletana e il romanaccio. Non è mica un cazzo di cinepanettone.
E liberateci dal male.

Gli spettatori li accusano di essere più cattivi di Gordon Ramsay, ma solo perchè non riescono a vedere Hell's Kitchen in lingua originale: non avete idea di che cosa voglia dire essere insultati, fidatevi.
E' il futuro della televisione. L'ignoranza non si può curare con un programma televisivo, non siamo più negli anni cinquanta quando Mike contribuiva a insegnare l'italiano ad una penisola di neandethaliani e aspettava i fuori onda per dare della deficiente alla Elia. La stessa mano da non mordere dello stesso padrone che ti da da mangiare e a cui fare propaganda.

E per favore non fateci la versione con i bimbi. Qui non c'è la Clerici o Scotti. Lasciamo i bambocci e le loro storielle strappalacrime a devastare le case dei genitori che aspettano ancora Mary Poppins, per delegare l'educazione ad altri. E farli crescere ignoranti, stupidi e con il solo obiettivo nella vita di apparire in televisione.

Fonte della foto: StarWalls

venerdì 4 gennaio 2013

The virginal brides file past his tomb

[Bela Lugosi's Dead - Bauhaus]

Sono stato invitato ad un matrimonio. Non vedevo l'ora di passare sei ore in compagnia di sconosciuti vestiti da salme il cui unico obiettivo è sbronzarsi il prima possibile e sconosciute il cui unico obiettivo è parlare male dei vestiti delle altre. E mai una single. Tutte accoppiate e con le tette in bella vista.
Sembra Facebook.

Ecco perchè non me la sentivo assolutamente di andarci da solo a sentirmi single e frustrato. Per quello ci sono posti come Leroy Merlin o l'Ikea.
O Facebook.

Quindi mi sono detto: faccio come Harry a Pezzi, affitto una troia e la spaccio per fidanzata. Quindi sono andato dalla futura sposa a chiederle se poteva presentarmi una del suo giro.

Problema risolto e risparmiato un sacco di soldi. Per lo meno quelli del regalo di nozze.

Natalia me lo succhiava con una tale perizia che la mia auto stava diventando una camera iperbarica. Se fosse squillato un cellulare saremmo esplosi. Il pensiero di  una squadra di pompieri che trovano un corpo carbonizzato con la testa tra le gambe del tuo corpo carbonizzato è un buon ritardante.

Natalia: rumena, quindi puttana. Avrei detto vampira. Ma è stata lei stessa a illustrarmi questo entimema.

La nostra concezione della Romania è che gli uomini siano un branco di alcolizzati pronti a spaccarti una botilia in testa di fronte a familia.
Mentre le donne vanno in giro in minigonne girofiga e scollature improponibili per meglio vendere il loro corpo.
Praticamente un matrimonio.

Lei invece è laureata. Ed è venuta in Italia per cercare un lavoro onesto.

- Laureata in?
- Filosofia

La mia erezione sarebbe perduta in un mare di risate se una squadra di vigili del fuoco non avesse appena fatto saltare il tettuccio della mia auto trovando il mio scheletro in una delle migliori espressioni da orgasmo necrofilo che abbiano mai visto.
Ma torniamo alla realtà, che Natalia sta levandosi le mutandine in maniera molto poco platonica.

- Però - aggiunge - in Romania c'è gente che studia, lavora e fa una vita onesta. Voi italiani, invece, ve la prendete tanto quando vi danno dei mafiosi, quando in effetti è proprio così.

Alzo uno sguardo perplesso senza levare la lingua dal capezzolo. Il mio "in che senso?" suona praticamente solo per consonanti. Ho imparato il rumeno tramite allattamento.

- Voi un po' di Mafia ce l'avete dentro tutti. Quando chiedete amico vigile di togliervi multa. Quando pagate l'idraulico cash. Che vi piace dire cash, voi vi sentite gangsta.

L'ho messo il preservativo?

- Quando mandate curriculum in azienda statale dove lavora vostro parente e casualmente venite assunti. E vostri studenti che fanno manifestazioni. Chi credi porti il fumo per canne? Babbo Natale?
Tutti fumati con faccia di Che Guevara su magliette. Se voi pacifisti, perchè non mette maglietta di Gandhi?
Noi provato vero comunismo. Noi quando venire qui e vedere vostre falci e martello pensiamo a parenti fatti sparire da Ceauşescu. Come se voi andaste di fronte a partigiani con faccia di Mussolini.

Sì, sì, l'ho messo. O no?

- ah già, voi fare anche quello. Su Facebook.

Dove cazzo è l'incarto?

- ognuno di voi ha una botilia da spacare. Chi una mignon rubata dal frigobar del motel dove sta tradendo sua moglie, chi una Nabuchodonosor da locale a Porto Cervo dove si raccoglie gotha di quelli come voi.

Ah, eccolo. Ok, il preservativo c'è. Prepararsi all'espulsione.

Mentre estraggo le banconote dal portafoglio le chiedo ironicamente se mi può mandare la fattura.

- Vorrei - mi dice - ma indovina chi lo ha vietato.



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