martedì 4 dicembre 2012

Ticking away the moments that make up a dull day

[Time - Pink Floyd]


Sapete quanto tempo ci mette un essere umano a capire che l'umano che ha di fronte gli piace?

150 millisecondi.

Sapete cosa vuol dire?
Che il messaggino per dirti che "ho passato una bellissima serata e spero di ripetere presto" è già tempo sprecato se la tua risposta è diversa da "sì, ma la prossima volta scopiamo".
Ma con altre parole, ovviamente, non dimentichiamoci il romanticismo.
"Scopiamo, mentre fuori piove".
Anche se il nostro letto sta smottando verso valle perché il sindaco ha preferito candidarsi alle primarie piuttosto che spendere due lire per pulire gli argini del fiume e farci rivivere Amici Miei Atto II.

Una volta un'amica mi ha presentato una sua amica, in un'uscita a quattro. Meno di una settimana dopo siamo usciti io e lei da soli e ci siamo baciati. Mentre fuori pioveva. Due giorni dopo eravamo insieme.
Semplice, da manuale.

Senza dover aspettare che sia l'altro a farsi sentire, senza doversi assicurare che sia l'altro a mandare l'ultimo messaggio, senza dover contare i suoi like, tag, canzoni melense o aforismi del cazzo condivisi sui socialnetuorc. E raccontare tutto alle amiche curiose per caricarti di aspettative come se leggessi una recensione dell'ultimo film di Tim Burton e poi, mentre sei al cinema, scopri che è una mezza-vaccata nel paese delle meraviglie della tua testa. Johnny non avrà più le mani di forbice, fattene una ragione.

Relationships for dummies. Capitolo primo: Piantala con le seghe mentali.
Specie se hai le mani di forbice.

Le donne non vanno capite, vanno amate. Diceva Oscar Wilde. Che preferiva andare con gli uomini, facciamocela 'sta domanda. Il gioco è bello, ma giocateci voi, grazie.

L'attesa di un piacere è in se stessa piacere. No. Probabilmente l'attesa del piacere è un segone tenendoti le palle con l'altra mano. Fino a che lei non ti risponde al messaggio della sera prima e tu sei al punto in cui non sai se venire male e risponderle subito oppure finire quel che devi e lasciarla sulle spine quel tanto che basta per farle prendere un altro impegno.

Qualcuno potrebbe obbiettare che ci si priva del brivido della conquista. Va bene, Adolf. Allora la prossima volta che giochi a Risiko arriva fino in Kamtchatka prima di infilare il tuo carrarmatino in quella dannata Polonia che ti sta accanto e che stai portando a vedere una cagata pazzesca farcita di riciclati da Zelig.

Non so con quali armi si combatterà la Terza guerra mondiale, ma la Quarta sì: con bastoni e pietre. Tu, io, caverna, bunga bunga. Easy.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...