giovedì 22 novembre 2012

Relax, don't do it.

[Relax - Frankie Goes To Hollywood]


Per via di spasmi muscolari che restringono la vagina o l'ano durante la penetrazione, può accadere che il pene rimanga in qualche modo "strangolato" e il sangue non defluisca come dovuto provocando un ingrossamento del glande. A quel punto è come tentare di uscire dalla porta della cabina trascinandosi l'ombrellone aperto.

Sono particolarmente orgoglioso di questa metafora marittima con la quale sto spiegando a mia madre come mai sono incastrato tra le natiche di.. di.. giuro che un minuto fa mi ricordavo come si chiamava.
"Mamma, questa è la mia ragazza" è una frase che risolve un imbarazzo per generarne uno ancora più grande, posticipato. Ora sì che sono incastrato.

Paonazza sia per l'attività sportiva di poc'anzi che per la vergogna, emerge dai cuscini e tende la mano sudata e tremante. Ah, ecco come si chiama!
Solo perché in questa posizione non può ruotare il collo come nell'Esorcista, altrimenti so che questa sconosciuta, conosciuta in senso contrario alla Bibbia, mi incenerirebbe come un crocefisso.

Mentre il mio pene sta facendo una pessima imitazione di David Carradine, mia madre poggia la borsa e il cappotto, alla disperata di cerca di un modo per non presentarsi in pronto soccorso con un'opera vivente di Cattelan.
Ci osserva da varie distanze mugugnando, al punto che al terzo cambio di angolazione non sono più tanto sicuro se voglia separarci o girare un porno. Senza dire una parola lascia la stanza.

Quando ormai penso stia tornando con una troupe, varca la soglia con un paio di guanti da lavapiatti. "Rilassati", dice alla ragazza con il nome scritto qualche riga più su: afferra le natiche e le divarica con la semplicità che vorrei aver avuto qualche ora fa. Ma purtroppo l'aquila non abbandona il nido.

A quel punto, senza che tra noi ci sia alcun contatto visivo, caccia una mano tra le gambe della prona impalata e poggia l'altra sul mio inguine. Lei scatta come una molla, ma il dolore la riporta subito a posto.
"Rilassati", dice mia madre. Mi spinge ritmicamente indietro, tentando di sfilarmi delicatamente, ma l'ombrellone non vuole uscire.

Non ho idea di cosa stia combinando l'altra mano là sotto, vedo solo che ad un certo punto una testa sparisce sotto i cuscini cercando di soffocare i gemiti. Sfortunatamente, le piume di vari volatili spacciati per oche, non sono sufficienti a coprire il suono a due orecchie maschili che saprebbero riconoscere quel tipo di ansimare a diversi appartamenti di distanza. Vero signor quinto piano, scala B?

Gemiti, avanti e indietro ritmico, e un afflusso di sangue paragonabile al Vajont riempie di vitalità il mio amico incastrato. In una situazione normale, l'imbarazzo di un rapporto anale di fronte a vostra madre vi farebbe perdere i prossimi due mesi di erezioni. Ma oltre un certo limite, il cervello di un uomo è talmente affogato negli ormoni da farvi apprezzare anche una metafora con una tragedia causata dal proverbiale pressapochismo italico per le opere pubbliche.

La seconda ondata di sperma mi fornisce abbastanza lubrificante da scivolare agilmente fuori dal settebello, e quindi da un paio di natiche impiegate all'Impregilo. Le orecchie ovattate percepiscono un urlo. E preferisco non sapere a chi appartenesse.

Si dice che alcune donne, durante il parto, provino un intenso e squassante orgasmo. In questo momento ci sono due ex-gemelli siamesi nudi e ansimanti di fronte ad una donna che si sta sfilando i guanti di lattice. Se la troupe entrasse in questo momento, potremmo vendere il format a Real Time seduta stante.

Infila una mano nella borsa e ne estrae un pacchetto di Pall Mall. Lancia due sigarette sul letto e una la tiene stretta tra le labbra a culo di gallina, decorate da un velo di rossetto. Lo Zippo che le ho portato da Londra scatta e torna nella Vuitton tarocca.

"Allora. Come vi siete conosciuti?"

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...