giovedì 20 agosto 2009

Come on, it's time for something biblical

[Apocalypse, Please - Muse]



La conoscete tutti. Magari l'avete sentita in TV, per radio, o l'avete ballata in qualche squallido revival(1) da discoteca. E' Tropicana (je). Una canzone apparentemente innocua, ma dotata di un testo che non passa inosservato ad un occhio (o per meglio dire ad un orecchio) più critico. La stessa sorte, tempo prima, era capitata ad Enola Gay, classicone anch'esso da revival diventato un cult di spensierata gaiezza nonostante nascesse come una critica al bombardamento di Hiroshima(2). Leggiamo un attimo il testo:

Ma che strano sogno
di un vulcano e una citta'
gente che ballava sopra un'isola
Suonava Blue Gardenia
un'orchestrina jazz
l'acqua ribolliva lentamente ad est
L'esplosione e poi dolce dolce
un'abbronzatura atomica
tra la musica dolce dolce
tutto andava giu'
Mentre la tivu' diceva
mentre la tivu' cantava
Bevila perche' e tropicana je
Mentre la tivu' diceva
mentre la tivu' cantava
Bevila perche' e tropicana je
Brucia nella notte la citta' di San Jose
Radio Cuba urlava fuori da un cafe'
la lava incandescente
gremava gli hulahop
l'uragano travolgeva i bungalow

Noi stavamo li dimmi dimmi
non ti senti come al cinema?
E stavamo li dimmi dimmi
come dentro a un film?
E stavamo li dimmi dimmi
non ti senti come al cinema?
E stavamo li dimmi dimmi
come dentro a un film?
Mentre la tivu' diceva
mentre la tivu' cantava
Bevila perche' e tropicana je...

Vi dice niente? Ebbene si tratta di satira. Su un'isola che sta per essere rasa al suolo da un cataclisma naturale (o forse no, la parola "atomica" lascia supporre tutto) i turisti non pensano ad altro che a ballare, abbronzarsi, divertirsi. E mentre radio cuba "urla", magari avvertendo del pericolo ('sti comunisti, sempre così disfattisti), la televisione continua a trasmettere pubblicità, per rabbonire, per distrarre. Tanto che i turisti oramai non sanno più distinguere la realtà dalla finzione, credendo di vivere un sogno, di stare in un film.

Questa analisi mi è stata insegnata dalla mia bibbia personale, Bastogne. Vi cito il passaggio:"non ci hai mica i fratelli Righeira(3)?", chiede Ermanno all'improvviso.

"I fratelli righeira! Quei due mostri…", Occhiblu ghigna ridente fuggitiva radicalchic. Come se avesse intuito un qualche trabocchetto, allunga un colpetto di gomito a Cousin Jerry. Il cousin si mantiene serissimo. "Guarda che a livello estero, tipo spagna o deutschland-brd, sono dei numeri uno, la verita' e' che qui non ci rendiamo conto. Siamo annebbiati dalla vicinanza", dice.
"E non sono ignoranti come credi tu. La gente ignorante pensa che i Righeira siano ignoranti, invece sono grandi, nella loro semplicita'. Pensa a un pezzo come Vamos a la Playa… non e' mica facilissimo da inventare, ha una sua struttura di rimandi pressoche' esoterica. Versetti bilingui in italiano e spagnolo… legioni di mutanti combattono sui surf… la verita' e' che i fratelli Righeira sono messaggeri dell'apocalisse…pensaci, se ti capita…"


Pensateci, se vi capita.

LEGENDA

(1)Revival: Tecnica utilizzata dai DJ di mezzo mondo per diluire i propri show attraverso la somministrazione di canzoni anni '70 o '80, con punte di estrema ridicolaggine quali sigle di cartoni animati e altre amenità. A garantire il successo del fenomeno c'è l'alcool in grado di intontire sufficientemente gli avventori in maniera tale da non accorgersi di stare ballando una canzone magari dei tempi dei loro genitori (che poi schifano).

(2)Enola Gay è il nome del bombardiere B-29 Superfortress che il 6 agosto 1945, poco prima del termine della seconda guerra mondiale, sganciò sulla città giapponese di Hiroshima la prima bomba atomica della storia.

(3)Fratelli Righeira: Duo musicale che, cito la loro biografia ufficiale: "All'inizio degli anni '80, provenienti da un pianeta lontanissimo, sbarcarono sulla terra". Collaborarono persino con la cantante del suddetto Gruppo Italiano, quando si dice il caso. Uno dei due fu persino processato per detenzione e spaccio di ectasy, ma poi fu assolto patteggiò. Ora sbarcano il lunario (è il caso di dirlo) suonando nei centri commerciali.

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