domenica 22 marzo 2009

The man in the mac said, "You've got to go back".

Stavo impiedi su un pavimento fumoso, morbido al contatto, bianco come il latte ad alta digeribilità. Le pareti della stanza erano lontanissime, così come il soffitto. Un capannone enorme, pensavo. Davanti a me una scrivania. Guarda un po', bianca. Dietro essa, seduto su una poltrona di pelle artificiale, un uomo. O meglio, quello che dovrebbe essere un uomo. Perchè non era tanto la sua pelle azzurra a darmi fastidio, ma quella cudiosa testa elefantina che sta guardando un monitor Apple. Con una mano batte rapidamente sulla piccola tastiera, con l'altra muove delicatamente il mouse cliccando quasi ritmicamente, con l'altra sta aggiustando l'inclinazione della lampada da tavolo e con l'altra deduco si stia grattando le divine natiche.
- Lei è qui per la riassegnazione? - chiede monotono alzando la proboscide
- Come dice prego? - chiedo io
- La riassegnazione, la riassegnazione.. la sua recente vita è terminata, dobbiamo assegnargliene un altra
- Oh, beh, non sapevo funzionasse così
- Certo che no, ogni volta che le viene riassegnato un nuovo corpo le azzeriamo la memoria. Vorrà mica ricordarsi di tutte le sue vite passate?
- Perchè, cosa sono stato?
- Eccola qui, puntuale, la sua domanda "cos'ero prima?"
- Gliel'ho già chiesto?
- Solo ogni volta che viene qui. Non si preoccupi, ormai sono abituato. Le ho preparato una lista di quelle che nei secoli le piaceva sentire di più.
- Molte grazie
- Dunque vediamo, è stato:
uno stegosauro,
un Nehandertaliano calvo,
uno schiavo egiziano,
il pupillo di un filosofo greco pedofilo,
un centurione romano,
una gallo (noi divinità abbiamo un gran senso dell'umorismo),
un cavaliere inglese,
una panettiera francese,
il terz'ultimo dodo,
una violoncellista austriaca,
un picciotto luparato da nessuno-ha-visto-chi,
una pianta di eucalipto (mi ha quasi strozzato un panda, sa?),
un gangster con una cicatrice sulla guancia,
una cantante folk irlandese,
la quattordicesima moglie di uno sceicco arabo,
un gabbiano soffocato dal greggio di una petroliera (le dicevo che siam spiritosi, no?),
un birraio astemio,
un ebreo nel cielo di Auschwitz,
Suor Maria Incoronata,
un licaone,
uno.. cito il suo elogio funebre dell'epoca: "sporco negro di meno, firmato KKK",
una groupie di un gruppo glam
il ficus nell'ufficio di un amministratore delegato,
un neonato africano (che è stata anche la sua vita più corta, solo tre giorni e tutti di malaria),
una studentessa di lettere antiche,
una balenottera azzurra
e..
- Scusi, ma come sono morto?
- Dunque vediamo.. lei è... aspetti un momento! Lei non è mica morto!
- E che ci faccio qui?
- Ci dev'essere stato un errore con il computer. Torni subito nella sua vita, prima che la reincarnino in una parrucchiera olandese!
- Una cosa?
- vada, vada, arrivederci!
- Arrivederci
E ora sono qui.

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