martedì 7 febbraio 2017

Piccoli rivoluzioni per persone piccole


Carlo Conti ha annunciato che devolverà in beneficenza PARTE del suo compenso per Sanremo.
Dopo mesi e mesi di insulti e pressione nazional popolar populista, il conduttore ha dovuto cedere.

Da una parte laggente hanno pure ragione.

Per anni, e ancora oggi, la Rai cavalca il suo stesso ego chiamando essa stessa Canone Rai quella che in realtà è una tassa sulle telecomunicazioni.

Solo una piccola parte, infatti, finisce all'azienda del cavallo morente.

Tuttavia, l'italiota, che sempre e comunque maldigerisce le tasse e come vengono spese, è stanco di vedere in tempi di austerity i suoi soldi spesi per pagare un festival truccato dove vincono emeriti sconosciuti che dopo un paio di mesi non si caca più nessuno.

Specie da quando il famigerato canone è diventato inevadibile essendo stato inserito senza vaselina all'interno della bolletta della luce.

Dall'altra, tuttavia, è la classica vittoria di Pirro.

Il festival ha oggettivamente rotto il cazzo, tuttavia è inamovibile dal palinsesto, per quanto ogni anno peggiori nella qualità canora. Questo perchè laggente lo guarda.
O peggio, passa il suo tempo a dire sui social che non lo guarda.

Questo perchè è più facile stare dietro ad una tastiera a insultare in massa il vip di turno piuttosto che andare a casa di tua nonna che non si perde un festival dal 15-18 e buttarle il televisore dalla finestra.
E' facile fare branco da casa, piuttosto che dal vivo.

La vera rivoluzione sarebbe occupare l'Ariston e considerata la quantità di insulti, se tutti anzichè scrivere sui social andassero a sabotare la serata non ci sarebbero abbastanza sbirri anti sommossa per portare via tutti. E invece, a casa a vomitare bile sullo smartphone.

Tant'è che oggi la polemica si è spostata per la presenza in giuria di una Youtuber che non so chi sia e cosa faccia e non ha assolutamente intenzione di scoprirlo.
Che potrebbe benissimo essere una bufala fatta solo per farsi altra pubblicità, come i finti suicidi.

Bravi, continuate così. Voi si che cambierete le cose.

domenica 4 dicembre 2016

No e poi no


Un paese che porta in televisione Bello Figo Gu vs Alessandra Mussolini è ormai chiaro che sia mentalmente incapace di sostenere una discussione politica e, per quanto possano essere valide le argomentazioni del Referendum, gli italiani non sono in grado di capirle.

Se un ragazzo con un risotto in testa e gli occhiali da Harry Potter, viene messo a confrontarsi l'araldo del "quando c'era lui", è chiaro che anche i mezzi che dovrebbero fare informazione sono arrivati alla frutta, dolce e ammazzacaffè.

Lo dimostrano anche gli spottoni elettorali che invitano al Sì o al No, gonfi di retorica da venditore di padelle a domicilio e che fanno perdere fiducia in entrambi gli schieramenti, ma soprattutto nell'umanità:


Soprattutto, la prossima classe politica, che nascerà da questo bacino di imbecilli che si informano da altri imbecilli e ruttano le proprie emozioni di pancia addosso agli altri senza essere in grado di costruire una dialettica, non sarà in grado di gestire il potere che gli verrà dato da questa innovazione.

Perchè si sa, in Italia se una cosa la si può fare male la si fa peggio.

Una vera riforma costituzionale dovrebbe essere la patente per votare. Così come io, prima di poter guidare un veicolo, devo sostenere un esame e ottenere un permesso di circolare, così io dovrei essere certificato prima di votare.
Perchè ormai assodato che la maggiore età non è sufficiente per decidere del futuro degli altri, che io stia mettendo un cazzaro in senato o stia guidando ubriaco.

Quindi, bella la riforma ma NO, non ce la possiamo fare.

giovedì 25 agosto 2016

Internet e la democrazia diretta


"I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli"
Umberto Eco.

Il mio villaggio non ha mai avuto uno scemo ufficiale. Per la verità non abito nemmeno in un villaggio. Sono cresciuto alla periferia di un capoluogo, in una cittadina di 75mila abitanti.
Scemi ne abbiamo eccome. Anche idioti, imbecilli, deficienti e tutte le altre sfumature che definiscono i mentalmente disagiati.

Tuttavia sono nascosti, non si fanno vedere se non quando è troppo tardi. Tipo quando devono raccoglierli dall'asfalto perchè scelgono di attraversare un viale a tre corsie anzichè utilizzare le apposite passerelle pedonali. Oppure quando si schiantano contro i mezzi di soccorso perchè non hanno nè visto nè sentito la sirena. O finiscono sotto i treni perchè non li hanno visti.

In ogni caso, da morti non puoi mai dirgli che sono scemi, per rispetto, dicono.
Il rispetto dei morti è quella cosa che si sono inventati i parenti per non vergognarsi di avere un famigliare morto coglione.
Sai com'è, la gente potrebbe pensare che l'idiozia sia ereditaria e ci sia qualche altro idiota in famiglia, cosa per altro vera. E allora ci si costringe a ricordare solo il buono fatto dai morti. Tipo era un bravo ragazzo, salutava sempre, bonificava le paludi, faceva arrivare i treni in orario....


In una città così grande, gli incontri sono casuali, brevi e limitati, e si ha poco tempo a disposizione per valutare se il tuo interlocutore faccia parte o meno della grande famiglia discendente dalla madre degli imbecilli.
Sai solo che c'è questa massa di individui, fuori dalla tua porta, che ha il tuo stesso diritto di vita e di voto, e che prende decisioni che ti riguardano senza che tu abbia il benchè minimo potere di farli smettere, di far loro rendere conto che non sono adatti a decidere, nè per se stessi nè per gli altri.
E, purtroppo, sono la stragrande maggioranza.

Fino agli anni 2000, gli idioti sono stati anonimi, invisibili. Facevano fatica persino a trovarsi tra loro. La loro incapacità li confinava e li escludeva automaticamente dagli altri e le astruse convinzioni emergevano solo dal conteggio elettorale.
Erano solamente Quelli che Benpensano.

Il primo passo -falso- lo ha fatto la tv generalista. I reality, i talent, la tv del dolore, sono stati i primi raccoglitori di imbecilli. Pescano a strascico nella massa portando di fronte al pubblico ludibrio il peggio che la società potesse offrire. Per far ridere, per far piangere, per fare il disperato audience di un mezzo di comunicazione che sa di essere morente. Grazie al digitale terrestre, la truffa del millennio, i canali televisivi si sono moltiplicati, lo spazio per contenere l'emorragia di questi "nuovi talenti" è cresciuto, ma la giornata dura sempre e solo 24 ore. I 15 minuti di celebrità di Warhol sono diventati 10, e poi 5. E più passa il tempo, più devono scavare a fondo, trasformandosi in cloache che scaricano di fronte al grande pubblico elementi sempre più al limite, sempre più trasfressivi. Lo scemo del villaggio è diventato opinionista. La qualità dell'opinione non è importante, bastava che faccia discutere.

All'inizio, la gente poteva finalmente vederli in faccia questi idioti, ma poteva solo subire passivamente, infervorandosi sulla poltrona di casa e contentendo la sua voglia di rivalsa.
E la cosa peggiore fu scoprire che questi idioti avevano seguaci, fan, adoratori. Ora gli idioti uscivano allo scoperto, si potevano vedere, si trovavano tra loro. Sotto l'ombra di questi leader si raccoglievano, si organizzavano.

I social hanno solo rotto l'ultima barriera. La possibilità di dare a tutti l'occasione di esprimersi di fronte a tutti gli altri, e ricevere risposte da essi è stata la rovina.
Ora, gli idioti hanno nomi, cognomi, gruppi su facebook, account di instagram, pagine di twitter, blog. Migliaia di strumenti da cui strillare in maiuscolo il loro essere imbecilli sentendosi al pari dei grandi idioti che segue, a cui mette mi piace, che ritwitta.

Ora ho scoperto di avere attorno a me, vicino a me, tanti, troppi scemi del villaggio. Fascisti a cinque stelle che condividono balle su quanto si stava bene quando c'era lui.
Razzisti che vorrebbero affondare barconi o bruciare i campi rom e poi danno dei vandali ai no tav.
Facce da Guy Fawkes che vogliono la rivoluzione ma poi stanno a casa a insultare i manifestanti che gli difendono la democrazia.
Animalari che ti sommergono di annunci di animali da adottare fasulli per fare i soldi.
Veganazi che rosicano dando forme di cibo da onnivori per ai quattro ingredienti che si costringono a mangiare.
Piagnucolosi che condividono foto di bambini malati o appelli alla condivisione per far vedere quanto sono sensibili.
Gentaglia che inneggia alla propria patria e non sa scrivere nemmeno nella sua lingua madre.


Umberto Eco è morto il 19 febbraio 2016, all'apice del regno degli idioti, in uno strascico di ricordi, condivisioni, like, tweet.

Idioti che ritenevo amici, gente con cui mi piaceva passare del tempo. E ora mi sento io quello ghettizzato, quello isolato. Taglio fuori dai miei canali gli imbecilli, gli ignoranti, gli scemi del villaggio, per risparmiarmi i loro vaneggiamenti e le mie incazzature, i travasi di bile e gli insulti di chi non sa argomentare. Con la vana speranza che spariscano veramente dalla società, ma con la rassegnazione che non scompariranno dal mondo come dai miei social media e alle prossime elezioni saranno ancora la fuori dalla mia porta a decidere anche per il mio futuro senza averne le capacità.

Come quando c'era la tv che ho smesso di guardare. E forse, un giorno, smetteremo di guardare anche Internet.

lunedì 21 marzo 2016

Ho scopato con sua figlia nel letto


- Non possiamo... fare... da me, perchè c'è mia figlia.

- Che problema c'è - dico - basta chiudere la porta.


Se sei single a trent'anni, la speranza di trovare una ragazza - come ti illudi di definire te stesso - della tua età e con le tue stesse affinità è paragonabile ad una fiaba Disney.
Dove Star Wars si sposa con Marvel, per dire.

Arrivati al tre-punto-zero gli esemplari femminili non maritati si dividono sostanzialmente in due categorie:

- quelle che sono state sposate
- quelle che c'è una buona ragione se non lo sono mai state

Entrambe hanno almeno un animale in casa: le prime lo portano all'asilo, le altre stanno ancora cercando di convincerlo a pisciare nella lettiera. Una minoranza è costituita da quelle non dormono mai per tre notti di fila nel loro letto per via del loro lavoro.

(Se state pensando alla prostituzione siete dei maschilisti)

Sono quelle donne che viaggiano in continuazione, la metà delle volte per cose che potrebbero tranquillamente fare in videoconferenza, e in genere sono sposate con il proprio lavoro, solo che non se ne accorgono.
Gli uomini fanno lo stesso, la differenza è che molti sono sposati e ne approfittano per andare a puttane in un altro continente per ridurre i rischi di sgamo. Oppure si scopano la collega di cui sopra.

Quando ho conosciuto Elvira su un sito di incontri, non mi è sembrato strano quindi intraprendere la strada di frequentare una con un pargolo. La sostanziale differenza tra un figlio e un cane è che dopo una certa età il primo pensa da solo a dove e quando cacare e non sei costretto a pulirlo.


Ma la repulsione ai compromessi è qualcosa che con l'età si affievolisce, in maniera inversamente proporzionale al bisogno di accoppiarsi.
Poi torna parabolicamente dopo la crisi di mezza età, quando si comincia a trasformarsi in vecchi che hanno già visto tutto della vita e non gliene frega nulla di essere socialmente accettabili. Quel tipo di atteggiamento che ti fa uscire con i pantaloni ascellari e ciabatte spacciate per mocassini.

A trent'anni accetti anche l'usato garantito, perchè non hai più le stupide pretese di quando eri vent'enne e uscivi con la spocchia di poter trovare la donna della tua vita quando volevi, ma era solo che TU non volevi. Dopo dieci anni di cretine che non sapevano cosa volevano dalla vita (o lo sapevano benissimo, e non eri tu), sei semplicemente stanco, solo e bisognoso di normalità.



- No, no. E' che lei dorme con me, nel mio letto.

- ...perchè?

- Perchè se no non dorme.



La figlia si chiama Tabata, perchè è giusto condannare tua figlia ad un nome anormale per compensare le tue frustrazioni da nome ereditato da nonna, che lo ha ereditato da nonna, e che ti ha costretto ad una vita di soprannomi, vezzeggiativi e abbreviazioni.

La di-lei-madre, che ha beccato la maledizione di quelle che si chiamano a generazione alterna Mariaconcetta, l'ha cresciuta donna e indipendente.
L'ha allevata a orari scanditi da sculacciate e interminabili minuti in piedi a fissare il muro.

Con sua figlia aveva deciso che la linea dura non andava bene, e i capricci vanno assecondati e esauditi, sempre. Perchè oggigiorno non si ha tempo da perdere per educarla, ed è meglio farla smettere di urlare che insegnarle a non urlare in primo luogo.
Così nel frattempo puoi postare selfie su Instagram.



- Scusa ma, quanti anni ha?

- L'anno prossimo va all'asilo

- E da quanto tempo dorme nel tuo letto?

- Da quando è nata. Se la metto nel suo lettino urla, piange, tira i giocattoli. E non ho cuore di lasciarla così...

Ora si scopre l'altarino. Perchè il marito stava in ufficio fino a tardi con la segretaria ventitreenne laureata in Scienze dei Soffocotti. Perchè ad un certo punto lui ha detto ciaone e hai trovato le sue valige in salotto. Perchè non ha aperto becco sull'affido, ha staccato l'assegno mensile ed è andato a vivere con la segretaria vicino alla sede estera della ditta.

- Ma adesso tua figlia dov'è?

- A casa con mia mamma

- E non puoi portarla da tua mamma?

- No, no. Se la porto là poi non mi fa andare via.

- ...

- Anzi, che ore sono? Devo andare, che devo riportare mia mamma a casa.



Arrivo a casa che ancora ci penso, tanto che non ho nemmeno voglia di farmi una sega.
Così quella notte ho un incubo. Sogno di scoparmela tra le lenzuola con sua madre che ci guarda e sua figlia che ci interrompe per giocare a nascondino.

Mi sveglio con il cazzo duro e la voglia di comprarmi un cane.

Ma soprattutto con la ferma intenzione di non rivederla finché la figlia non sarà maggiorenne. A quel punto avere due donne nel letto sarà perfettamente legale. Sempre che non sia passata anche a me la voglia di scopare.


venerdì 19 febbraio 2016

Come è andata secondo me: J-AX e Maria Salvador


2015, Milano. Da qualche parte che non conta.

Wlady (produttore): Oh, Ax, siediti.

J-Ax: Bella lì, come butta?

Wl: Ale. Hai quarant'anni suonati. Piantala di parlare come un ragazzino. Per favore. Almeno con me...

JA: ...ok...

Wl: Ale, le vendite qui fan cagare. Non possiamo andare avanti con la puttanata dei dischi d'oro. Adesso c'è il digitale: i download, le visualizzazioni, i like. La gente sa veramente quanti altri ascoltano la tua roba, non si può più fregarli con le vendite ai distributori e farle passere per vendite vere...

JA: Tranqui, zio, c'ho...

Wl: Alessandro.

JA: Ok, senti, ho in mente un nuovo singolo. La butto sul nostalgico, su quanto erano belli gli anni '80, tipo...

Wl: Ale è trent'anni che non fai altro che dirci quanto era meglio quando si stava peggio. "Non è un film", "Senza dubbio", "1972", "Commodore 64 Vs. PC", "Meglio Prima", "Deca Dance"...
E "2030", che hai scritto nel '96, cazzo.
Nemmeno erano finiti gli anni novanta e ti sei pure sparato nel futuro per lamentarti di quanto stavi bene.

JA: Oh alla fine io parlo della mia vita..

Wl. La tua vita è oggi, non vent'anni fa. Gli anni '90 facevano cacare come la mascotte dei Mondiali.
Ascolta me: uual'è il tuo più grande successo?

JA: Ohi Maria

Wl: Esatto! Il Colorado ha liberalizzato un anno fa e tu sei ancora qui a menarcela sugli anni passati quando si chiamavano ancora spinelli. Cavalca l'onda!

JA: Ma ho già scritto "Domani smetto"..

Wl: Domani smetto era una merda, la canzone così come tutti gli album a seguire. 'Sta cazzata del rap 'n' roll che ti sei inventato è una merda. Sei stato il precursore del nu-rock con il pezzo con gli Extrema.. potevi farci i miliardi.  Eri arrivato prima e sei riuscito ad arrivare in ritardo.
E mentre tutti ascoltavano i LimpBizkit e i System of a Down tu si sei buttato su quella vaccata della Spaghetti Funk con quel cretino di tuo fratello e il suo gruppo di sfigati.
Lo vedi? Lui già li ha mollati e ha cambiato nome. Si chiama Weedo, capisci? Come Weed, la canapa. Tutto gira intorno alle canne e le canne girano intorno a tutti.
A proposito, mi passi le cartine?

JA: Oh, figa, ma ne ho piene le palle di cantare Ohi Maria.. non ce la faccio nemmeno più con la voce..

Wl: e tu scrivi qualcosa di nuovo! Poche parole, ti mettiamo la macchinetta elettronica così fa tutto il computer. E chiamati qualcuno che sappia cantare, così i ritornelli sono fatti.
Qualcuno di 'sti nuovi cantautori indie, tipo Vasco Brondi.
Però Vasco costa troppo, pigliati qualcuno che non si incula più nessuno. Tipo Il Cile. Cile - Cylum, capisci? I drogati che ascoltano la tua roba non ci arrivano ma fa effetto, tipo messaggio subliminale, capisci?
Pigliati anche due mariachi, che fanno tanto Breaking Bad.
E buttaci un po' di populismo.. chessò, usa la parola revolucion che fa tanto antipolitica, Che piace tanto a li ceghevara de noartri.

JA: Ma anche le altre contengono la parola rivoluzione

Wl: tutte?

JA: tutte.

Wl: e vabbè, cita un po' di cose a random. Tipo le serie tivù, la cronaca. Chessò, fai una battuta su Schettino o qualche altra tragedia italiana. E cita anche Vasco, che lui con i drogati va forte. No Brondi, però, l'altro. Tipo bevi la cocacola che ti fa bene..
Tu devi vendere ai drogati, non con i drogati. Guarda quella cazzata del due di picche con Neffa. Cinque mesi siete durati.
Pigliati anche uno iutuber. Così sembri uno che vive in questo decennio.

JA: un cosa?

Wl: uno che fa video su iutub. Oh ma uno che ha talento, tipo che suona diciotto strumenti così quando dobbiamo incidere il disco risparmiamo sulla band.
Una volta con Diggegigiad come cazzo si chiama era tutto più facile, bastava campionare.

JA: dici che funziona?

WL: FIDATI.



E così è nata Maria Salvator. O così, per lo meno, mi immagino sia andata.






Attenzione: il seguente dialogo è frutto dell'immaginazione dell'autore e da considerarsi opera satirica. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Se l'articolo vi fastidia, togliete dieci agli Articolo 31 di cui parlo e andatevi a leggere la costituzione.

lunedì 11 gennaio 2016

Il realismo di Star Wars

Un sacco di gente con una vita piena e interessantissima si sta lamentando del fatto che Kylo Ren non sia un cattivo degno dell'ultimo film della saga di Guerre Stellari ma sia soltanto un adolescente frignone con una spada - bella da vedersi - ma inutile in combattimento.

Sì, lo è, ed è normale che sia così.

Per spiegarmi meglio, facciamo qualche passo indietro (o, come si dice adesso, un prequel).


Tanto tempo fa, in una galassia eccetera...



Padme Amidala è una regina. Un po' ribelle, un po' senatrice, un po' paxaa!1!!1!.
Si veste come un lampadario steampunk e si trucca con i pennelli a rullo del Baffo, di quelli che non sgocciolano MAI.

Conosce il piccolo Ani che è un piccolo schiavo biondo stile bimbo Kinder autogeneratosi nel ventre di sua madre che vive in una clessidra dalle dimensioni planetarie chiamata Tatooine.

Il piccolo Anakin. Da kinder a keta.
Padme si scopre quindi anche un po' pedofila. Insieme, salvano la prima puntata e il buon Ani diventa allievo di Obi Wan RentBoy (il cui nome viene da un locale di Shangai pieno di Giapponazi).


Tanto tempo fa, nella stessa galassia eccetera...

La seconda puntata, Anakin è diventato un maschio alfa: Jedi, veste di pelle nera e tutto fa presupporre che abbia anche un lungo manico alla spada laser.


Quando si rivolgono la parola l'un l'altro gemono come cerbiatti in calore. Lui si offre come guardia del corpo, lei se lo prende. Un'ora di scoglionamento politico dopo, i due fuggono sul lago di Como assieme ai due droidi Stagno e Olio.
Lui le sbuccia le pere con la telecinesi, lei gli pela la banana con gli occhi.

Nel frattempo gli altri Jedi (che in teoria grazie alla forza vedono pure il futuro) tengono insieme questi due senza sapere, o palesemente ignorando, il fatto che siano prossimi ad esplodere di ormoni e accoppiarsi come conigli.
Bravi loro.

Così, mentre sono nel prato a rotolarsi nei prelimin giocare, viene fuori la vera natura di Analking Skywalker: il nero di cui è vestito si abbina perfettamente alla sua verve da fascista galattico che vorrebbe fottersene della repubblica e decidere per tutti. Lo spirito ribelle che se ne frega delle regole fa comodo quando c'è da ignorare il celibato degli Jedi, ma quando c'è di mezzo il tuo trono, tutto si fa improvvisamente pericoloso, vero Padme?

Padme maschera dietro ad un sorriso di legno le delusioni di una vita.
Ma Padme è un po' regina, un po' pedofila, un po' bla bla bla... ma come tutte le donne è anche un po' crocerossina. E in cuor suo crede fermamente che, così come è stata capace di fermare l'avanzata delle leggi fascistissime del Consigliere Palpatine prendendosi come senatore quel coglione di Jar Jar, riuscirà benissimo a guarire anche il temperamento nazistoide del suo Ani.

Due ore dopo Anakin sta sterminando donne e bambini sabbipodi a colpi di spada laser.

A fine puntata, in un eccesso di razionalità, Padme lo sposa. Un po' come quando una coppia decide che saranno i figli a salvagli il matrimonio, e due anni dopo sono dall'avvocato a mercanteggiare assegni familiari con minuti passati con i figli ad insultare l'altro coniuge.


Tanto tempo fa, sempre la stessa galassia eccetera...

Terza puntata: Battaglie, morti e bla bla bla politico. La Repubblica diventa Impero e gli Jedi, invece che far detonare Palpatine come un dittatore qualsiasi, decidono di fondare il Popolo Spada Laser Viola e chiederne mestamente le dimissioni.
Finiscono la loro carriera politica come flash mob di cadaveri.
Ani stermina gente a random e pure i piccoli allievi Jedi fino a che si ritrova con Obi Wan in un pianeta che è più lava che terra.

Padme, che sa tutto, corre sul posto per farlo ragionare. Perchè se aspetti un figlio da uno sterminatore di infanti, recarsi su un pianeta ospitale come un'eruzione dell'Etna è la cosa giusta da fare. E infatti Anakin cerca di strangolarla.

Un'ora dopo Padme muore di parto, Anakin è una tartare di essere umano sul greto di un fiume di fuoco. Ma Obi Wan, anzichè farne sushi da servire nel suo locale, lo lascia lì per andare a vedere Padme morire.
Bail Organa si prende la femmina e promette di portare in senato una legge contro il femminicidio, o al massimo piazzarci la figlia adottiva qualche anno dopo. Perche su Coruscant la democrazia non funziona ma il nepotismo sì.

Obi Wan prende il maschio e decide di fuggire sul pianeta clessidra. Perchè un pianeta governato da una famiglia di vermi mafiosi quali sono gli Hutt, dove la gente è costretta a estrarre umidità dall'aria se vuole campare, è il luogo ideale per crescere un bambino.
Soprattutto dare una bocca da sfamare ad una famiglia di contadini ciucciaumido spaziali.

Nel frattempo lui passerà il resto dei suoi giorni in una caverna a nascondersi dai Sabbipodi che, se solo sapessero che non ha ucciso quello che gli ha sterminato due generazioni di parenti, lo farebbero detonare con un Sandcrawler di tritolo.

Anakin intanto è sotto le grinfie di Palpatine che, giocando all'allegro chirurgo, lo trasforma in Darth Vader Edvige Fenner, detto "lo sterminatore di ammiragli".



Passan tre film: Pianeta Clessidra, Pianeta Ghiacciaia, Pianeta con gli Orsetti.


Arriviamo al film di JJ LensFlare Abrams (da qui in avanti ci saranno spoiler).

La Galassia è in mano a dei nazistoni come mai visti prima chiamati Primo Ordine. Gente che per cercare un droide non si fa problemi a mitragliare un intero villaggio di mangiasabbia.
Altro che posti di blocco ai contadini spaziali.

"...si sono estinti gli ebrei?"
Il capo è uno dei Weasley, quindi non ci sono cazzi per nessuno. Accanto a lui Kylo Ren, un sith vestito di nero con la maschera che gli fa la voce robotica e la spada da templare laser.
Il Weasley lo percula ad ogni occasione, Kylo potrebbe sbucciargli i testicoli con la telecinesi, ma il
pianeta con il Lago di Como se lo sono tenuto i ribelli e loro devono contenere i loro siparietti da Sandra e Raimondo.
Tutti e due obbediscono ad un gigantesco ologramma del nosferatu di Murnau. Un po' come Snoop Dog e DR.Dre che obbediscono all'ologramma di 2Pac.

Due ore di film dopo si scopre che la maschera di Kylo non serve a un cazzo se non a fargli l'autotune. E' solo il figlio di due divorziati che devasta console da milioni di crediti galattici solo per avere attenzioni. E quando smette di portare la maschera, nessuno si stupisce.

Kylan Duck

Tutti già sanno che non è altro che una ragazzina viziata che si è ribellata ai genitori.

Kylo è la nuova Padme.

Kylo è in quella fase adolescenziale in cui ti innamori di un'icona controversa e non ti importa quanto il suo passato sia macchiato di violenze, massacri, colpi di stato e dittature.
Che sia Dart Vader, il Duce, Che Guevara o Waldo, in quella fase vedrai solo il meglio di lui e non ti importerà ciò che ti diranno gli altri. Negherai sempre, anche di fronte ai fatti oggettivi.
O, peggio, sarai disposto a perdonarlo.
Come quelli che credono ai treni in orario, alle paludi bonificate e ai mariti che ti gonfiano la faccia per amore.

(Stranamente a nessuno sfiora mai l'idea che da una dittatura che controllava l'informazione probabilmente sono arrivate a noi solo le belle false notizie, mentre 472.354 morti in guerra sono stati un discreto casino da nascondere, anche per una macchina propagandistica.)

E i tuoi amici  saranno sempre pronti a consolarti quando il tue eroe si rivelerà il dittatore che è sempre stato. Come quando vai dalle amiche a frignare che il tuo ragazzo ti ha messo un palco di corna grande come la Morte Nera. Per la terza volta.
Ma loro, gli amici, invece che seppellirti nella fossa biologica di un ospedale abbandonato in periferia, ti perdoneranno e ti accoglieranno di nuovo tra le loro braccia, anche se sei un fallimento.
E tu tradirai nuovamente la loro fiducia, pugnalandoli sul ponte nel momento in cui sembravi redenta, quando dirai loro che vi state ancora frequentando.
Perchè gli amici sono un po' Jedi, in fondo.

E in fondo, dei villaggi massacrati per cercare un pallone da basket robotico, dopo dieci minuti di proiezione, non gliene frega più niente a nessuno. E se qualcuno dovesse mai farne menzione, saranno sempre meno di quelli che ha ammazzato Beppe con il Ferrari, Ernesto con i tostapane, Benito con le rappresaglie, i Partigiani con le Foibe o Kim con i test atomici.

L'importante è avere un cattivo da amare.


mercoledì 23 dicembre 2015

A me mi torna in mente una canzone


La cosa peggiore che ti può capitare su Internet non è morire.
Ma morire come Gigi Sabani.

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