venerdì 18 maggio 2012

I ain't never spoke to God and I ain't never been to heaven

[Oasis - Big Mouth]

La chiamano crisi delle vocazioni. Io la chiamo Evoluzione. Fatto sta che ci sono meno preti. La motivazione è molto semplice: mi è bastato dare un'occhiata a Google Analytics e scoprire quanta gente è arrivata su questo blog cercando "leccare la figa".

E dato che inevitabilmente da oggi giungeranno a questo post, vi do un consiglio: fatevi un giro su pichunter.com nella sezione lesbians. Non c'è miglior modo per imparare a leccarla che da qualcuno che ce l'ha e sa cosa vuole.

Ecco, mi son messo a parlare di figa e ho scordato di cosa stavo parlando.

Ah, sì, i preti.

Dato che sono meno, il trend dell'anno è accorpare i sacramenti e far perdere a entrambi la loro importanza: cresima e comunione da oggi in un'unica soluzione. Potrebbe essere il loro slogan, considerato quanto è mentalmente disturbante la loro ultima campagna pubblicitaria.

Ma torniamo alla Comusima. Croce d'olio in fronte, ostia, schiaffo e avanti il prossimo. Io ci metterei anche un calcio nel culo. Così, per chiudere in bellezza. Tutto filmato e velocizzato con la musichetta di Benny Hill e Paperissima sprint ci campa per i prossimi venticinque anni. Perchè le uniche altre due soluzioni per ravvivare quel programma sarebbero dare fuoco al Gabibbo in diretta o mettere le veline nude. O entrambe le cose con la bionda e la mora che tentano di spegnerlo squirtando copiosamente.

E con questa mi sono guadagnato un'altra manata di visitatori pervertiti.

E mi sono messo a parlare di figa perdendo nuovamente il filo.

Ah, sì, la Cremunione. Si tratta di una soluzione che presenta sia dei vantaggi che degli svantaggi:

Per le bambine meno giorni in cui i genitori le vestono come delle torte meringate per far vedere alle altre famiglie quanto credono in dio e quanto soldi sprecano per lui.
O, peggio, vestirle come delle piccole spose, che fanno sembrare l'evento come una specie di Little Miss America gestito da dei fondamentalisti.

Per i bambini significherebbe meno giorni in cui indossare la cravatta, supplizio a cui saranno costretti una volta usciti da Economia e Commercio e dovranno vendere ripostigli a duecentomilaeuro per conto di Tecnocasa.

Per entrambi meno regali, meno collanine e crocefissi da impegnare al primo compro oro - pago in contanti per comprare l'iPhone.
Meno stilografiche per tutti. In vita mia non ho mai visto essere umano usare una stilografica, salvo quelli che appaiono nelle fotografie di stock che fanno tanto "sito istituzionale".
Siamo nel 2012, regalate e-book reader, cazzo!

Per le zie zitelle meno occasioni in cui vestirsi da mignotta e regalare upskirt ai fedeli con la scusa di accosciarsi per fare le foto al pargolo.

Per i genitori meno pranzi di diciotto ore con seicento invitati come se si sposasse il primogenito di Don Corleone.

Per i fedeli comuni meno messe che durano il doppio del normale.

Per le suore meno porno che le riguardano.

Per i medici in sala meno persone colte da malore che devono essere accompagnate fuori perchè il cardigan in una struttura farcita di persone è un'idea del cazzo.

Per gli stronzi meno occasioni in cui far squillare il telefonino come se aspettassero una chiamata dalla Cia che gli chiede di salvare il mondo squirtando su un pupazzo ripieno di comunismo berlusconiano.

Cosa stavo dicendo?

mercoledì 2 maggio 2012

Regole per NON fare un blog di Informazione Alternativa


Dopo la pubblicazione del post riguardante i post per un sito di Informazione Alternativa, proseguiamo ora con la lista dei post da NON pubblicare. Questi post sono fonte di un'interminabile lista di commenti bipolari, incoerenti, diffamatori e in generale sono grasso cibo per i troll. Sebbene vi alletti la possibilità di vedere il vostro contatore Adsense schizzare alle stelle, c'è la concreta possibilità che il vostro server collassi sotto il peso delle continue richieste e non vediate neanche un cent. Molto rumore per nulla, insomma.
Ma veniamo alla lista:

#Zingari e Rom: La verità è che la gente li odia e non certo per motivi razziali. La verità è che, se avessimo un sistema giudiziario degno di questo nome, si sarebbero estinti. La verità è che non se ne esce mai.
Commento medio: Vivono nelle rulotte e girano con il mercedes.

#Finte rivoluzioni in corso come quella documentata nella foto. Bastasse un post per scollare i culi degli italiani da Facebook saremmo tutti in strada. Ma a quel punto nessuno vi starebbe leggendo.
Commento medio: vedi post precedente

#Rapiti all'estero / Militari morti in missione: Costano troppo e alla gente che fa fatica ad arrivare alla fine del mese danno fastidio. E poi è facile scadere nel paragone del riccone che va a farsi le vacanze nel punto dove persino la Farnesina ha scritto "hic sunt leones" e poi viene rapito da una milizia a caso.
Commento medio: Se stavano a casa non succedeva nulla.

#No alle Multinazionali: Coca cola, Nestlè, McDonald, ecc.. Sì, lo sappiamo. Fanno porcate in tutto il mondo. Ma il boicottaggio, in Italia, non funziona. Organizzate una pizzata, provate a mandarla giù con il Guaranito e lo scoprirete anche voi.
Commento medio: e poi dopo il concerto dei Vasco che cazzo mi mangio?
Risposta al commento medio: Vascommerda, W Ligabue!
Risposta alla risposta al commento medio: Ligabue comesefosseantani!!!1!!!!1!!undici!!!
...

#Kony 2012: Perchè lo sappiamo tutti.
Commento medio: ciao sponsorizzi http://www.facebook.com/pages...

#Sbarco sulla luna / Undicisettembre: Perchè non lo sapremo mai.
Commento medio: Un caso? Noi di Voyager pensiamo di no..

#Tagli agli statali: Le insegnanti che non sanno la lingua che insegnano, i medici che lasciano oggettistica nei pazienti, i politici, gli sportelli comunali aperti quindici minuti alla settimana perchè i dipendenti hanno il doppio lavoro.. La categoria ha tre milioni di casi unici al mondo da farsi perdonare, meglio non svegliare il can che dorme.
Commento medio: ma trovati un lavoro, cazzo!

#L'ultima mise di Nicole Minetti: Guadagna un sacco di soldi e si veste come un'altra categoria di donne che guadagna un sacco di soldi. Ma sta al chiuso e sicuramente ci paga più tasse. E poi siete un blog di informazione, mica il Deboscio.
Commento medio: -battuta sui pompini che denota frustrazione sessuale-

lunedì 2 aprile 2012

Regole per fare un blog di Informazione Alternativa


Piove, Governo ladro.
E allora cosa facciamo? Apriamo un ombrello? No, apriamo un blog. Facciamo informazione alternativa!
Ma cosa postiamo? Ecco la lista dei post clichè che aiutano il tuo blog a diventare populista popolare.

#Si sta meglio dove si sta peggio: Post su manifestazioni in giro per il mondo e conseguenti disordini, in modo che gli utenti possano commentare con l'auspicio ci una rivoluzione anche in Italia. Che non avverrà mai finchè la gente vuole limitarsi a seguirla su facebook.
Immagine: Maschera di Guy Fawkes.

#Quello che gli altri non dicono: Ovvero prendere un giornale di partito e fare un post parlando di una notizia che non hanno pubblicato (in genere quando si parla di un indagato all'interno del partito stesso).
Immagine: uomo con occhi e bocca bendati.

#Berlusconi è ancora vivo.
Immagine: Berlusconi con il terzo dito.

#Fatti curare: Post Vegano Cannabiterapeutico Omeopatico. Scientificamente irrilevante e pretestuoso.
Immagine: Foglia di ganja.

#Battuta di Spinoza.

#Grillo e i grillini: Post su un'esternazione di Beppe Grillo decontestualizzata e totalmente irrilevante per cavalcare lo scandalo sollevato dagli altri giornali (che solitamente sono contro Grillo a priori).
Immagine: Grillo che urla.

#Google Ad.

#Bossi, il Trota e la Lega: post sull'ultima vaccata del primo, quanto guadagna il secondo e quanto sia ipocrita la terza.
Immagine: Gesto dell'ombrello di un leghista a caso.

#Battuta di Microsatira.

#Ci rubano la vita: post su quanto i grandi siti stiano minando la privacy. L'importante è condividere la notizia su Facebook e Google+.
Immagine: Computer incatenato.

#Vedo la gente che complotta: Post su Signoraggio, NWO, Israele-VS-Palestina, Scie chimiche. Non riusciamo a gettare la carta e la plastica in due sacchetti diversi, combattiamo contro un sistema che ha in mano l'intero pianeta. Forse.
Immagine: Clipart (sì, c'è chi le usa ancora.)

#Vignetta di Vauro.


Di seguito, la top ten dei commenti che vengono ricevuti, indipendentemente dall'argomento:

1. "Rivoluzioneeee!!!11!!!!!"
2. "Mandiamoli tutti a casaaaa!!1!!!!!!!!"
3. "Vergognaaaa!!!1!!1!!" oppure "Che schifooooo11!1!!!"
4. "Hasta la vittoria sempreee*!1!1!1!!!!"
5. "Resistenza!!1!!"
6. "Spegnete la TV e accendete il cervello!!!1!!!!!11!"
7. "Orwell", "1984" o citazione da "La Fattoria degli Animali"
8. " "Mi piace" ma non mi piace"
9. http://www.youtube.com/watch?v=dQw4w9WgXcQ&ob=av2n
10. "Visitate la mia pagina"


*sì, è voluto.


venerdì 2 marzo 2012

Wit' a fistful of steel

[Fistful of steel - Rage Against The Machine]


Mi chiedevo perché Gaia stesse sempre con degli sfigati brutti come un monumento ai caduti.
Facevo fatica a pensare che un metro e settanta di riccioli biondi e occhi verdi avesse dei gusti così raccapriccianti. A parte quello di messaggiare con radio Deejay per farsi dare consigli su come vestirsi da LaPina. Poi un mio amico mi svelò l'arcano, fortunatamente prima che mi mettesse le mani nei pantaloni per convincermi ad alzarle la media: una famiglia di scoppiati.

Suo padre era ospite dello stato a periodi alterni; ormai non si levava nemmeno più quella tuta di poliestere che un tempo poteva essere stata giallo evidenziatore. Viveva al bar a cento metri da casa dove si recava in ciabatte e dove ciclicamente i carabinieri lo venivano a prendere.
Sua madre sfogava sulla cucina le frustrazioni di tutta una vita. Più si rendeva conto che la sua vita era una merda, più burro metteva in quello che faceva.
Suo fratello maggiore studiava all'estero, ovvero l'avevano spedito in Brasile con il sogno del chiringuito sulla spiaggia e la speranza che stesse lontano dalle siringhe. Tornava quando il padre era ar gabbio per chiedere soldi e sparire di notte con qualcosa d'altro che avesse un minimo di valore.
Sua sorella maggiore era stata abient-animalista radicale finché un giorno un gatto randagio le aveva attraversato la strada e lei era finita in un cipresso con la macchina nuova e 1.2 di sambuca nel sangue. Ora cerca deliberatamente di investirli con la sedia a rotelle, le rare volte che esce di casa.

Gaia. Il suo ultimo fidanzato decente era scappato in erasmus e non si trovava nemmeno su Facebook. Gli altri due o tre ex invece fungevano da schiavi occasionali quando c'era da portare la sorella da qualche parte o lei doveva dormire fuori casa perché erano tornati padre e fratello in contemporanea e a casa volavano stoviglie. Ma di scopare non se ne parlava, neanche per dire grazie.

Finchè non conobbe Andrea.

Andrea suo padre biologico non l'aveva mai nemmeno sentito nominare. Nel corso degli anni sua madre gli aveva portato a casa un Antonio, un Carlo, tre Giuseppe, una candida, un Pasquale, due Mario e persino un Gioacchino. Ora era in una relazione complicata con Jack Daniels.
Era andato a scuola finché non si era accorto che non serviva il congiuntivo per girare la malta e impilare mattoni. Non spacciava, non si drogava, sollevava l'equivalente del suo peso alla panca e guidava una Punto Abarth.

Ai suoi genitori piaceva. Era l'unico in grado di resistere alla cucina sventracoronarie, riusciva a levare il coltello dalle mani del fratello maggiore senza fargli troppo male e mandava a fare in culo la storpia quando rompeva i coglioni. E, soprattutto, non aveva remore nell'alzare il pugno anellato quando qualcuno gli diceva di no. Tutti e cinque portavano orgogliosamente in varie parti del corpo i segni di quella volta che erano stati sgarbati.

Un triste giorno, Gaia si era resa conto che lei, quell'Andrea, forse non lo amava più. O forse si era resa conto che in quella coppia non era lei a comandare. Non lo era mai stata. E le mancava non dover implorare per qualunque cosa senza risultato. Come andare al cinema e riuscire a vedere un film dove la gente non si ammazzasse (non consapevolmente); o andarsene dalla casa degli amici di lui dove si è incollato alla playstation e non la caga se non per chiederle di portargli una birra; o aspettare che si sia fatto un bidet prima di prenderglielo in bocca.

Ma ad Andrea non sapeva dire di no. O meglio, non poteva. L'aveva lasciato via SMS e si era barricata in casa per paura della sua ira. Si negava al telefono e al citofono. E faceva finta di non sentire i sassi che lui lanciava dalla strada e le sfondavano le tapparelle. Perchè lui ogni sera, da allora, era sotto casa sua.

Finchè una sera non trovò il portone aperto e riuscì a salire fino in casa. Passò in rassegna tutte le stanze trascinando al suolo qualsiasi soprammobile, ma lei era fuggita. Scappata a casa di uno dei suoi ex a giocare alla rifugiata politica. Per una settimana Andrea non fece altro che passare in rassegna tutti i suoi conoscenti a chiedere se qualcuno non l'avesse vista, se sapevano dov'era, che le voleva solo parlare, guardate che mi incazzo anche con voi se mi dite una bugia...

Poi Gaia fece capolino su Facebook.
Geolocalizzazione: una parola complessa di dire a quello psicopatico del tuo ex chi deve andare ad ammazzare e dove.

Scoprire chi di noi nascondeva la fuggiasca e trovarci il bestione inferocito alla porta, la serata del torneo alla Wii, fu un tutt'uno. Gaia è tutt'ora convinta che noi siamo riusciti a convincerlo a cambiare città per dimenticarsi di lei. Non ha mai fatto caso alle piccole macchioline rimaste sul muro accanto all'ingresso. Non ha mai sentito trascinare fuori il corpo svenuto, caricarlo nel porta bagagli della sua stessa macchina e partire quello stesso giorno per il mare.

giovedì 9 febbraio 2012

Vi auguro buona visione

Lo avete visto decine di volte. Diciamo ogni volta che vi recate al multisala per vedere mezz'ora di pubblicità seguita da una pellicola insoddisfacente che vi è costata 8 euro.
La prima volta che lo avete visto lo avete seguito tutto attentamente, nonostante il vostro cervello avesse ben chiaro che si tratta di un normale spot. E invece vi siete fatti trarre in inganno dal suo crescendo di emozioni, e vi siete ritrovati al ventottesimo secondo con la curiosità di capire che cosa diavolo fosse.

Ma procediamo con ordine.


Lo spot inizia con Sylar che ha portato la famiglia al cinema. Il suo sedile è più avanti degli altri, probabilmente grazie alla telecinesi.


Subito dopo abbiamo una coppietta di preadolescenti. Lei è segretamente invaghita di lui da due o tre giorni e vorrebbe sperimentare un paio di cose raccontatele dalla sorella più grande. Come il bacio alla francese o il cazzo nei popcorn. Lui è ancora in quella fase in cui sta pensando se Fangofiammante sia più forte di Omosauro.


Arriviamo quindi alla seconda coppietta. Sui trenta, vestite casual cercando di mettersi addosso quanti più colori possibili. Amiche e inevitabilmente compagne di esperienze lesbiche. La mora lavora per un'ente statale. Pensate sempre di averla beccata nel giorno in cui ha la PMS, in realtà è geneticamente stronza ogni giorno. La bionda è capo-area di una grossa azienda che potrebbe anche produrre portafogli in pelle di neonato, per quel che la riguarda. A lei rode solo di essere donna e di essere sessisticamente relegata al ruolo di vice di qualche maschio alfa che viene in azienda solo per marcare il territorio e presentare la nota spese.


Infine il bambino esagitato. E' una di quelle piccole piattole alle prime esperienze di cinema. I genitori, beneamate teste di cazzo, pensano sia ormai abbastanza grande da andare al cinema, ma non abbastanza per capire come funziona un film. Quindi si mettono a spiegargli ogni scena per filo e per segno, tanto che poi il ragazzino si abitua alla pappa pronta e inizia a chiedere spiegazioni su qualsiasi cosa gli passi davanti agli occhi. Dopo dieci minuti si rompono i coglioni sia lui che i genitori. Quindi lui inizia a prendervi a calci la sedia.

Per fortuna, in sala proiezione, ci deve essere Tyler Durden. "Così quando il cane coraggioso e il gatto si incontrano nel rullo 3..."



"...vedrete il contributo di Tyler." - "Un gran bel cazzo!"


Il biondino ci rimane male. Come ogni maschio sulla terra, infatti, ha appena fatto un confronto con il suo. E le proporzioni lo danno come Materia Grigia sta a Gigante. E non c'è bisogno di link a Wikipedia per farvi capire la battuta. La règazzina, stranamente, non batte ciglio. La sua cache di Internet Explorer ci svelerà il perchè alla lettera Y.


Le nostre amiche, invece, hanno immediatamente un orgasmo.


A questo punto, per uno strano meccanismo mentale, tutto il sangue nel nostro biondo implume è appena calato in mezzo alle sue gambe. E i suoi jeans di marca non riescono a trattenere l'evidente risultato.
Evidente soprattutto per la sua compare, che comincia a sperare in un dopo cinema a base di prime esperienze da raccontare alle amichette. E a questo punto non sapete se sentirvi in colpa per la scena chiaramente pedofila che vi si è materializzata in testa o pensare che, a quell'età, certe cose le avreste fatte anche voi. Solo che avreste scritto a Cioè invece che intasare Yahoo Answers.


Nel frattempo, le due trentenni mostrano due delle reazioni più comuni ad un orgasmo femminile: soddisfazione e commozione.


Sylar & famiglia, intanto, se la ridono. Risate a denti stretti, per star nell'inquadratura.


Mentre le amiche si scambiano quello sguardo complice di due che ne hanno visti tanti, ma uno in più fa sempre piacere. Come lo strapon che tra poco indosserà una delle due.

E finalmente la scena finale. Quella che aspettate da ben trenta secondi della vostra vita. Che risponde alla vostra domanda: ma cosa staranno mai guardando di così stupefacente, divertente e sessualmente appagante questa mandria di malvestiti?

Tyler?

"Un gran bel cazzo."

martedì 7 febbraio 2012

I need a ship not your sweet lip tonight

[Step Out - Oasis]
Che vite noiose, le vostre.

Avete talmente poco da fare che siete estasiati da qualunque cosa sia perfettamente normale. Tipo la neve, il super bowl o una ragazzina uccisa. Tutte cose di cui non vi fregava un beneamato cazzo fino a qualche anno fa ma adesso vi fan riempire le bacheche di status patetici e link di una comicità più riciclata di Jerry Calà.

Adesso avete la nave schiantata sul lato e un comandante capro espiatorio per le vostre battute da quattro soldi. Che son morte delle persone e che bisogna avere rispetto solo quando vi sentite in colpa perché ridete alle mie battute su Sic. Chiunque egli fosse.

Che ultimamente va di moda celebrare più i morti che i vivi. Altre persone che non avevano di più interessante da fare che tirare le cuoia per accorgersi di essere vive. Avete trasformato Facebook in una cazzo di Isola dei Famosi.

Se non quando ve la prendete con il governoladroTM. Il vostro attivismo politico tocca il suo apice quando condividete un'immagine fatta da qualcuno di dieci punti QI più ignorante di voi, ma che sa usare paint.
E alle prossime elezioni tornerete a votare ancora quelle teste di cazzo che vi hanno portato fino a qui, le stesse di cazzo che votate da vent'anni. Che devono andare tutti a casa. Che devono ridursi i privilegi.
Tutte cose che devono sempre fare gli altri. Come le fatture e gli scontrini.


domenica 1 gennaio 2012

She's like a mobile waterbed

[Hotdog In A Hallway - NoFX]


Ho imparato a mie spese che non si dovrebbe mai rapire una cicciona.
Era la figlia di un imprenditore locale del settore degli elettrodomestici diventato non troppo segretamente ricco per via di una vasta gamma di vibratori da uomo. Membro dei Lions, del Consiglio Parrocchiale e nelle serate di luna piena del pubblico di Pomeriggio5. E in tutti e tre poteva riconoscervi dei fidati clienti che venivano a stringergli la mano cammimando a gambe divaricate.
Oltre alla balena, aveva sfornato un paio di eredi illegittimi: una dedita alla prostituzione in Thailandia, dalla quale si serviva occasionalmente, l'altro scaricabile dalle tasse grazie a forniture invisibili provenienti dal Brasile.

Con un furgone preso a noleggio da uno che ancora non lo sapeva, l'avevamo aspettata fuori dalla lezione di Pilates per mezz'ora, salvo poi vederla uscire dal kebabbaro accanto con delle vistose macchie di unto sulla giacca. Motore acceso e portellone aperto, volevamo stenderla con il vecchio trucco del fazzolettino imbevuto, ma alla fine le avevamo versato direttamente la bottiglietta di cloroformio in faccia. Non appena capito quale fosse. Era svenuta a terra con il rumore di un sacco di patate scaricato nel pannolone di Gaeazzi, mentre con la testa aveva pestato una merda di cane freschissima.
Con il suo cellulare avevamo mandato un sms al numero registrato come "Papino" chiedendo di lasciare una ventiquattrore con 500.000 euro in un cassonetto della spazzatura in una determinata via ad una determinata ora. A tutti i contatti con un nome femminile un sms con scritto "stronza", a quelli maschili "ti amo".
 Poi avevamo infilato il telefono in un intercapedine di un camion polacco.

Quarantacinque minuti dopo avevamo finito di caricarla sul furgone. Altre due ore dopo eravamo al casolare abbandonato che avevamo occupato per il sequestro. E' incredibile la quantità di cartelli stradali che si notano procedendo a 40 km/h. Un'ora dopo l'avevamo sdraiata ancora priva di sensi sul letto della sua cella ed eravamo pronti a riconsegnare il transpallet e a farci togliere un'ernia a testa. Due minuti dopo la rete era finita in un sandwitch tra il pavimento e il materasso, schiantata sotto il peso del cetaceo.

Avevamo installato una telecamera di sicurezza all'interno della stanza per assicurarci che non facesse stronzate tipo causarsi ferite mortali, devastare l'arredamento o pretendere di vedere una puntata di Uomini & Donne. Una volta svegliatasi e riuscita a sollevarsi dalla struttura collassata del Foppapedretti aveva attaccato ad urlare e urlare con voce straordinariamente baritonale e a picchiare i pugni sulla porta. Noi avevamo appena infilato il Black Album nello stereo, quindi alzammo il volume per coprire il fracasso. Era andata avanti a latrare, battere mani e piedi fino allo sfinimento. Più o meno a metà di Enter Sandman.

Il primo giorno non avevamo avuto molto tempo per fare la spesa, ma eravamo sicuri che una serata senza mangiare non l'avrebbe uccisa. Ci limitammo a passarle un rotolo di carta igienica dalla fessura intagliata nella porta. Il giorno dopo l'aveva mangiato.

La vita del carceriere può essere divertente. Di giorno le passavamo finte fotocopie di ritagli di giornale in cui si diceva che in Italia era stata ripristinata la pena di morte e suo padre era stato beccato con una prostituta minorenne. Soluzione a pagina 46.
La notte produceva un rumore molto simile ad un temporale lontano. E in più russava. Tra di noi si facevano scommesse su chi si sarebbe beccato la Sindrome di Stoccolma. E, indovinate un po', toccò a me.
E dire che tutto quello che facevo era portarle caffè amaro la mattina, verdure cotte a pranzo e uno jogurth alla sera, cercando di capire in quanto tempo sarebbe detonata in una fontana di diarrea.
Cosa che avvenne quando i carabinieri irruppero nel casolare dopo una nostra segnalazione.

Aveva perso cinquanta chili e imparato la dieta perfetta. Adesso è magra come una ginnasta e vale tanto oro quanto pesava prima. Ma so che ogni tanto mi pensa ancora.

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